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Berlusconi dice che nessuno può mettere in dubbio il suo atlantismo

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L’atlantismo di Venere di Silvio Berlusconi è riuscito a toccare vette finora inesplorate. Dopo le polemiche per quell’audio sulla guerra in Ucraina trapelato dalla riunione con i rappresentanti di Forza Italia, l’ex Cavaliere se la prende con tutti. Sostiene che nessuno possa mettere in dubbio la sua posizione sulla Nato e contro la Russia sulla guerra in Ucraina e lo fa attaccando sia gli alleato (con particolare riferimento a Giorgia Meloni) che le opposizioni. Un mantra atavico della comunicazione dell’ex Presidente del Consiglio, non nuovo a uscite simile per tentare di mettere a tacere polemiche nate proprio da sue dichiarazioni.

Berlusconi non vuole che qualcuno metta in dubbio il suo atlantismo

Dopo la nota social contro di lui pubblicata da Giorgia Meloni (un aut aut per chiedere, anzi pretendere, una posizione comune e senza ambiguità sulla condanna alla Russia per l’invasione, la guerra e quella scia di morte in Ucraina), il leader di Forza Italia respinge tutte le accuse ai mittenti:

“In 28 anni di vita politica la scelta atlantica, l’europeismo, il riferimento costante all’Occidente come sistema di valori e di alleanze fra Paesi liberi e democratici sono stati alla base del mio impegno di leader politico e di uomo di governo. Come ho spiegato al Congresso degli Stati Uniti, l’amicizia e la gratitudine verso quel Paese fanno parte dei valori ai quali fin da ragazzo sono stato educato da mio padre. Nessuno, sottolineo nessuno, può permettersi di mettere in discussione questo. Non può certamente permettersi di farlo la sinistra, che tante volte è stata dalla parte sbagliata della storia. Tantomeno la sinistra del Partito Democratico, che anche alle ultime elezioni, meno di un mese fa, era alleata con i nemici della Nato e dell’Occidente. Tutto questo però non esisterebbe, se non vi fosse in Italia la pessima abitudine di trasformare la discussione politica in pettegolezzo, utilizzando frasi rubate registrate di nascosto, e appunti fotografati con il teleobiettivo, con un metodo non solo sleale ma intimidatorio. Un metodo soprattutto che porta a stravolgere e addirittura a rovesciare il mio pensiero, usando a piacimento brandelli di conversazioni, attribuendomi opinioni che stavo semplicemente riferendo, dando a frasi discorsive un significato del tutto diverso da quello reale. La colpa non è degli organi di informazione, ovviamente costretti a diffondere queste notizie, è di chi usa questi metodi di dossieraggio indegni di un Paese civile. Senza questo, non sarebbe necessario ribadire l’ovvio”.

Dunque, la colpa non è della sua narrazione fatta davanti ai rappresentanti di Forza Italia, ma di chi l’ha fatta trapelare. Berlusconi, quindi, vuole sentirsi libero di poter raccontare quella versione dei fatti sulla guerra in Ucraina in “luogo privato” e poi ritrattarla in luogo pubblico, accusando tutti coloro i quali lo criticano per quella posizione. Ma non finisce qui, perché la nota dell’ex Cavaliere prosegue:

“La mia posizione personale e quella di Forza Italia non si discostano da quella del governo italiano, dell’Unione europea, dell’Alleanza atlantica né sulla crisi Ucraina, né sugli altri grandi temi della politica internazionale. Lo abbiamo dimostrato in decine di dichiarazioni ufficiali, di atti parlamentari, di voti alle Camere. Interrogarsi sulle cause del comportamento russo, come stavo facendo, ed auspicare una soluzione diplomatica il più rapida possibile, con l’intervento forte e congiunto degli Stati Uniti e della Repubblica cinese, non sono atti in contraddizione con la solidarietà occidentale e il sostegno al popolo ucraino. Del resto alla pace non si potrà giungere se i diritti dell’Ucraina non saranno adeguatamente tutelati”.

A chi bisogna credere? A quel Silvio Berlusconi che racconta una versione molto vicina a quella di Putin sui motivi della guerra in Ucraina o a quello che, pubblicamente, ritratta tutto (ed è la seconda volta) dopo le polemiche?