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Beppino Englaro su Alfie Evans: «I genitori devono portarlo in Italia»

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Beppino Englaro, padre di Eluana Englaro, oggi con Maria Novella De Luca di Repubblica parla del caso di Alfie Evans e si schiera: «I genitori del piccolo Alfie hanno il diritto di portare il loro bambino in Italia. Non capisco perché l’Inghilterra continui ad ostacolarli. Questo non vuol dire che stiano facendo la cosa giusta per Alfie, francamente non posso saperlo, ma uno Stato non può opporsi alla scelta di una famiglia che vuole portare all’estero un figlio, perché altrove forse c’è una speranza». Ma Englaro rifiuta il confronto con Eluana:

«Sono casi diversi, ma entrambi entrano nel merito della domanda: chi deve decidere quando e come mettere fine alle sofferenze di chi non può esprimersi? Io sapevo cosa pensava Eluana e mi sono battuto perché potesse morire e perché la sua volontà fosse rispettata. E il governo inglese dovrebbe, al contrario, rispettare il desiderio dei genitori di Alfie di tenere in vita il figlio. Ma il problema è la legge».

Nel senso che in Inghilterra la decisione spetta ai medici e ai giudici?
«Sì. Ed è la differenza con l’Italia. La nostra legge sul biotestamento prevede invece che sui minori la scelta ultima spetti ai genitori».

Dunque è stato giusto concedere al piccolo Alfie la cittadinanza italiana per aiutarlo a “espatriare”?
«Credo che sia sbagliato fare di questo caso un conflitto tra Stati. Così come è stata grottesca la guerra di fazioni sulla storia di Eluana, con la pesantissima ingerenza della Chiesa».

Però dietro alla decisione dell’ospedale di Liverpool c’è la convinzione che ormai le sofferenze di Alfie siano così atroci che ogni giorno di vita sarebbe un tormento in più.
«Ma è la scienza medica inglese che dice questo, mentre l’Italia propone un percorso palliativo nel quale i genitori si riconoscono di più. E allora perché ostacolare la loro partenza?».

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Englaro affronta anche la strana contraddizione della Chiesa (e quella dei cattolici), secondo la quale oggi deve decidere la famiglia mentre nel suo caso la vita di Eluana era nelle mani di Dio:

Quando lei lottava perché Eluana potesse morire, la Chiesa diceva che della nostra vita può disporre soltanto Dio e non una scelta degli uomini. Oggi, per i genitori di Alfie, afferma il contrario…
«Infatti la Chiesa dovrebbe restare fuori da questo dibattito che riguarda la coscienza di ognuno. Aver trasformato la vicenda di Eluana in una battaglia confessionale è il motivo per cui ci sono voluti vent’anni per avere in Italia una buona legge sul fine vita. Per questo difendo il diritto di scelta: Alfie forse morirà comunque, i genitori lo sanno. Ma ripeto: uno Stato non può interferire in una decisione così intima e dolorosa».

Foto da: Wikipedia

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