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Gli sms di Beppe Grillo agli iscritti M5S per il voto su Non-Statuto e regolamento

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Molti iscritti al MoVimento 5 Stelle stanno raccontando su Facebook e Twitter di aver ricevuto un sms firmato Beppe Grillo che li invita a votare le modifiche allo Statuto con le nuove regole per le espulsioni che servono a proteggere il capo politico dalle iniziative giudiziarie degli espulsi, come spiegato da lui stesso. C’è chi semplicemente racconta di essere stato contattato e chi pubblica direttamente gli sms ricevuti. Il simpatico stalking serve per riuscire a raggiungere la quota del 75% dei votanti, perché altrimenti il voto potrebbe essere successivamente invalidato da un tribunale. In molti si lamentano per l’utilizzo del numero di telefono, che però probabilmente è stato fornito dagli stessi utenti al momento dell’iscrizione.
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Lo stalking di Beppe Grillo via sms per il voto allo Statuto

Il testo dell’sms recita: «Belìn! Ma non hai ancora votato? Vota subito sull’aggiornamento del Non Statuto e del Regolamento M5S. Un abbraccio, Beppe Grillo». In questi ultimi giorni si sono moltiplicati gli appelli sia sul blog sia via mail per portare più iscritti possibile al voto sul nuovo regolamento. Alcuni, come Vittorio Bertola, ex consigliere comunale a Torino, avevano segnalato di aver ricevuto email con l’invito al voto, facendo notare che per mandarla è necessario che chi gestisce il database degli iscritti sia in grado di sapere se l’utente ha votato o no per mandargliela (lo stesso ragionamento vale per gli sms) e chiosando con un paragone con Renzi e il referendum: «Chi dovrebbe organizzare il voto in maniera imparziale spia se ognuno di noi ha votato o no, e fa pressione psicologica su quelli che non l’hanno fatto per spingerli a votare! […] è esattamente quello che sta facendo Grillo per il voto sulla “costituzione” del M5S: proprio mentre il M5S grida alle manipolazioni e alla mancanza di democrazia nell’organizzazione del referendum costituzionale, ogni giorno io ricevo da “Beppe Grillo” (più probabilmente, da un programmatore della Casaleggio Associati) una mail come questa». È significativo che le lamentele per l’invio arrivino da Napoli, dove ci sono stati i ricorsi in tribunale di Napoli Libera, da Parma dove il caso Pizzarotti è ancora caldo, e da Roma. Alcuni sms erano arrivati il 6 ottobre. Nel frattempo è stata aperta la possibilità di votazione anche di domenica.
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Perché la votazione sia valida è necessario che partecipi il 75 per cento degli iscritti, anche se questo non è stato mai scritto nel post che è servito a presentare il voto il 27 settembre, dopo quello abortito di luglio. Ci sono anche altri dubbi riguardo la validità del voto: la mera funzione di ratifica (il quesito sarà del tipo sì o no) non è una decisione assembleare, visto che l’assemblea si deve riunire per discutere e deliberare, non per approvare un testo già pronto preparato dagli avvocati del Movimento. Da un punto di vista teorico poi non sono Grillo, i suoi legali o il Direttorio a poter fare modifiche allo statuto ma l’assemblea degli iscritti alla quale è necessario partecipi almeno i tre quarti degli aventi diritto (ecco perché Grillo parla della partecipazione del 75%).
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Ciò nonostante sarà difficile raggiungere il quorum del 75%: gli iscritti certificati dichiarati dal blog qualche tempo fa erano 130mila, per arrivare al 75% servirebbero poco meno di 100mila voti e le votazioni hanno certificato al massimo 40mila voti. Ma evidentemente il M5S, che non ha comunicato né per il voto né prima il numero di iscritti, non si preoccupa più di tanto: intanto si vota e si prende il risultato così com’è, poi se qualcuno si appellerà in tribunale ci si porrà il problema. Intanto c’è persino chi si permette di fare dell’ironia:
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