Economia

Banca Popolare di Bari, la ricerca di un direttore generale

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È iniziata ieri alla Camera la discussione per l’esame del decreto-legge sulle misure «urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e la realizzazione di una banca di investimento», in cui è previsto il sostegno per il risanamento della Banca Popolare di Bari. L’esame e i voti sul provvedimento si svolgeranno nella giornata di oggi. «Si tratta di un intervento non solo preventivo ma anche di rilancio» della Popolare di Bari che «fortunatamente non è una banca fallita. E questo intervento è un tentativo esplicito di evitare situazioni peggiori», ha commentato il sottosegretario al Mef Paolo Baretta. Intanto il quotidiano MF fa sapere che il Fondo Interbancario è alla ricerca di un direttore generale per l’istituto:

Tra i grandi soci del FITD c’è chi vedrebbe bene per quell’incarico Fabio Innocenzi, in uscita a fine mese in da Carige dopo l’aumento di capitale e la fine del commissariamento, o Fabrizio Viola che, dopo aver guidato Mps e la Popolare di Vicenza, è oggi al vertice di Depobank. Quella del direttore generale peraltro potrebbe non essere l’unica nomina in arrivo. Al vaglio del Fitd infatti ci sarebbe anche la scelta di un nuovo direttore finanziario, posizione oggi ricoperta da Luigi Jacobini, figlio dell’ex presidente Marco Jacobini. Intanto proprio nelle scorse è iniziata la due diligence sui bilanci dell’istituto pugliese, un esame complessivo dei conti di cui per il momento si ha un quadro alquanto generale.

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I rimborsi ai risparmiatori delle banche saltate (Corriere della Sera, 16 gennaio 2020)

Il Fitd, diretto da Giuseppe Boccuzzi e presieduto da Salvatore Maccarone, ha infatti chiesto di avere accesso a una data room per esaminare nel dettaglio la situazione contabile della banca, a partire dal portafoglio crediti. Prima del commissari amento lo shortfall di capitale era stimato in un miliardo di euro, cifra necessaria per coprire le perdite derivanti dalla svalutazione del portafoglio crediti e di altre voci dell’attivo.

Nell’ultima semestrale, infatti, la Popolare di Bari iscriveva a bilancio crediti deteriorati per 1,2 miliardi (con un coverage medio del 38,7% che saliva al 53% per le sofferenze) su impieghi complessivi per 7,9 miliardi. Ma questi numeri sono ancora attendibili? Le analisi dei commissari sono appena iniziate e servirà qualche settimana prima di avere a una fotografia granulare dell’attivo.

La previsione è che la qualità degli asset possa rivelarsi peggiore di quanto descritto negli ultimi bilanci. Così del resto è accaduto in quasi tutti i salvataggi bancari più recenti.

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