Economia

Banca Popolare di Bari, De Bustis e l'operazione a Malta e Lussemburgo

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C’è un’operazione maltese nella storia della Banca Popolare di Bari. Gianni Barbacetto sul Fatto oggi racconta di un oscuro fondo maltese e una sponda in Lussemburgo e di un protagonista: Vincenzo De Bustis, banchiere che un tempo aveva la patente di dalemiano, regista in passato di operazioni discusse come quella di Banca 121, poi a Montepaschi e infine a Deutsche Bank.

Parte nel dicembre 2018, quando De Bustis, appena tornato in banca, avvia le trattative per emettere un titolo (uno strumento di rafforzamento del capitale chiamato Additional Tier 1, At1) per portare a casa almeno 30 milioni di euro. A sottoscriverlo si candida una società maltese, la Muse Ventures Ltd. Dai registri delle società dell’isola risulta diretta e rappresentata da un finanziere italiano residente a Londra, Gianluigi Torzi. La Muse è nata nell’ottobre 2017 e ha un capitale di soli1.200 euro. A fine 2018, De Bustis informa dell’operazione il consiglio d’amministrazione della banca, dandola per fatta.

Ma l’istituto di credito coinvolto nell’emissione dei titoli, Bnp Paribas, rileva problemi di compliance, cioè di trasparenza e rispetto delle regole, e di Alm, ossia di gestione dei rischi finanziari. Così blocca il regolamento dell’operazione.

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Intanto emerge anche un’altra operazione: la Popolare di Bari s’impegna a sottoscrivere quote di un fondo lussemburghese, Naxos Sif Capital Plus, per 51 milioni di euro. A quel punto si muove il servizio antiriciclaggio interno alla banca:

Risultato: l’ope razione con questo personaggio è classificata “ad alto rischio”e con “evidenza antiriciclaggio negativa”. L’ufficio antiriciclaggio della banca fa partire una segnalazione all’Unità di informazione finanziaria (Uif)della Banca d’Italia.

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