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L’Italia del 2021, dove si fa la fila per il tampone in farmacia e non per votare

Le immagini della domenica dei ballottaggi sono la cartina di tornasole della situazione socio-politica nel nostro Paese

Ballottaggi

I dati parlano chiaro e le immagini lo confermano: pochissimi italiani (poco più di uno su tre) si è recato – domenica – ai seggi elettorali per i ballottaggi. Non solo a Roma e a Torino, ma anche in moltissimi altri Comuni dove si votava per il secondo turno per scegliere il proprio sindaco per i prossimi cinque anni. Nessuna coda (se non rarissime eccezioni) fuori dalle scuole, mentre sono diventate virali alcune immagini delle file fuori da alcune farmacie per sottoporsi al tampone (e quindi ottenere un Green Pass valido per le prossime 48 ore).

Ballottaggi, se c’è più gente in coda per i tamponi che per votare

Abbiamo già spiegato questa mattina le vere dinamiche che hanno provocato alcune “congestioni” all’esterno delle farmacia che effettuano test antigenici. Come nel caso di Torino e di Bolzano. Code provocate da diversi fattori: la domenica (quindi con molte farmacie chiuse, se non quelle “di turno”) e la possibilità di sottoporsi al tampone rapido senza prenotazione. Due eventi che hanno dato vita a episodi di lunghe code e che, nonostante questa spiegazione logica, meritano un approfondimento. Soprattutto in relazione a quel che è accaduto nei seggi elettorali.

Perché l’affluenza, registrata alle 23 di domenica 17, è stata bassa. Bassissima. A fare rumore sono di dati della capitale e del capoluogo piemontese, ma la tendenza è stata la stessa in tutto il Paese. In media, ai ballottaggi ha partecipato quasi il 6% in meno degli aventi diritto al voto rispetto a quanto registrato nel primo turno (alla stessa ora, per fare una rilevazione equiparabile). Sintomo di un qualcosa che non è in linea con quella richiesta di “democrazia” portata in piazza da quella minoranza rumorosa che ha riempito le piazze nelle ultime settimane.

L’appeal della politica, dunque, ha perso smalto ed elettori. Se l’andamento dei dati consolidati domenica sera sarà confermato, il numero totale degli aventi diritto al voto che parteciperanno ai ballottaggi sarà di gran lunga inferiore al 50%. E non si tratta solamente di una soglia psicologica. Perché se è fisiologia una dispersione di partecipanti tra primo e secondo turno, non è logico pensare di sottovalutare le proprie scelte per il futuro del Paese. Eppure nelle farmacie c’erano le code, mentre nei seggi c’era la eco di un vuoto imbarazzante.