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La storia della fila interminabile per i tamponi alla farmacia di Torino spiegata | VIDEO

Sono molti gli anti-vaccinisti che hanno condiviso le immagini per sottolineare la moltitudine di persone che hanno detto no all’immunizzazione. Ma c’è una spiegazione. Ed è logica

Farmacia Torino

La maggior parte degli italiani ha completato il proprio ciclo vaccinale e, nelle ultime settimane, è cresciuto anche il numero degli “scettici” che – anche grazie all’estensione del Green Pass al mondo del lavoro – ha sciolto i suoi dubbi e ha ricevuto la prima dose (o ha proceduto con la prenotazione). Questa narrazione è basata su dati consolidati, anche se c’è quella minoranza rumorosa di no vax che prosegue nella propria versione distopica della realtà andando a “esultare” anche per alcune immagini di code per sottoporsi al tampone. Come nel caso della Farmacia di Torino – in zona San Salvario -, dove domenica si è registrato un afflusso cospicuo. Ma c’è una spiegazione molto logica.

La versione della farmacia che permetteva l’accesso anche ai non prenotati è confermata dagli stessi titolari su La Stampa:

«Stiamo lavorando senza sosta da stamattina – spiegavano dalla farmacia –: avevamo un certo numero di prenotazioni ma molti di più si sono presentati sapendo dell’accesso libero».

Farmacia Torino, la vera storia della fila per farsi il tampone

Il filmato fa riferimento alle immagini della coda – è dovuta intervenire anche la Polizia locale per evitare che questo folto numero di persone ostacolasse lo scorrere del traffico urbano – fuori dalla Farmacia San Salvario di via Madama Cristina. Nel video si vedono molte persone in fila per accedere al locale e sottoporsi al tampone antigenico (quello rapido) che consente di avere un Green Pass valido per 48 ore (come confermato dal decreto legge in vigore). Insomma, sembra proprio che moltissimi cittadini privi di vaccino si siano riversati nella farmacia Torino. Ed è questa la tesi sostenuta da molti anti-vaccinisti che hanno quasi “esultato” per queste immagini.

La verità, però, è un’altra. Partiamo dal calendario: il video è stato girato domenica 17 ottobre. Domenica, giorno in cui sono aperte solo le poche (rispetto al resto della settimana) farmacie di turno. Inoltre, la farmacia San Salvario era una delle poche a offrire il servizio di tamponi senza prenotazione. Questo vuol dire che la coda (lunga, ma neanche troppo visto che si parla di un centinaio di persone) era provocata da almeno due fattori logici ed evidenti: il giorno della settimana (che prevedeva la “chiusura”) delle altre, la possibilità di sottoporsi al test senza prenotazione (creando, quindi, delle inevitabili code visto l’afflusso incontrollato di persone in ordine sparso). Ed è qui che la spiegazione logica trova un senso, come in altre città italiane (il caso di Bolzano ne è un esempio): una situazione figlia del “giorno di chiusura” di molte attività che vendono farmaci e “offrono” il servizio di tamponi e delle stesse attività che consentono di non prenotarsi e di procedere mettendosi “in coda”. Nel caso specifico di Bolzano, come spiega il Fatto poi altre due concause: l’offerta di pacchetti “scontati” e la chiusura del centro per i test Covid, come ha precisato il presidente di Federfarma Alto Adige Matteo Bonvicini: “L’assalto era prevedibile perché chi domani inizia a lavorare presto di mattina deve già essere in possesso della certificazione”. Una circostanza, ha concluso Bonvicini, favorita anche dalla chiusura del centro per i test Covid allestito nel Palasport della città, che “riaprirà solo a inizio settimana”