Economia

Alberto Bagnai e l’incontro che ha impaurito “i mercati”

alberto bagnai

Claudio Tito su Repubblica di oggi racconta di un incontro che risale all’inizio di luglio tra il senatore della Lega Alberto Bagnai e una serie di investitori internazionali, che secondo il quotidiano non avrebbe rassicurato gli investitori pronti a lasciare l’Italia:

Mattina dei 13 luglio scorso. In una sala riservata di un locale nel centro di Roma entrano una trentina di persone: vestito blu, cravatta, scarpe inglesi e cartellina sotto braccio. Dopo qualche minuto arriva Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze del Senato e uno dei teorici “no-euro” più accesi, sponda leghista.

Si tratta di un incontro organizzato da quella che un tempo si chiamava Merrill Lynch, ora è la Bank of America. Sono presenti i rappresentanti di alcuni dei maggiori investitori internazionali, banche d’affari e fondi soprattutto. Soggetti in grado di spostare miliardi di euro – odi dollari – in pochi secondi. E di determinare la fortuna o la sfortuna di interi Paesi. L’elenco degli invitati è piuttosto corposo. Tra questi, oltre alla stessa Merrill Lynch, ci sono – solo per fare qualche nome Goldman Sachs, JP Morgan, Ubs.

alberto bagnai

Il racconto dell’accaduto secondo il punto di vista del quotidiano è questo:

Sono tutti interessati a capire cosa farà l’Italia. Soprattutto cosa farà il governo italiano. La politica economica della maggioranza giallo-verde non solo risulta oscura, ma soprattutto appare poco rassicurante per chi ha investito un bel pò di soldi sui nostri titoli di Stato. Vogliono capire se le scelte che l’esecutivo compirà in autunno nella prossima legge di Bilancio sono compatibili con la sostenibilità del debito pubblico. Se manterrà un rapporto fisiologico con l’Unione europea, se l’euro viene considerato un’opportunità o una disgrazia.

La riunione dura quasi due ore. E chi ha ascoltato le parole di Bagnai, ne esce poco rassicurato. In larga misura vengono confermati i dubbi che hanno agitato i mercati fin dalla nascita di questo governo. I grandi investitori internazionali non si fidano. Sono in attesa. E nel frattempo preferiscono assumere un atteggiamento prudenziale rispetto alle risorse investite nel nostro Paese. Nella sostanza si ritirano e poi guardano quel che accadrà nella prossima manovra economica. Altri addirittura prevedono un peggioramento delle condizioni economiche italiane e si cautelano, appuntano spostando capitali dal nostro ad altri Paesi.

E c’è da dire che diverge rispetto a quello, brevissimo ma significativo, fatto dallo stesso Bagnai sul suo blog: in un post che risale al 13 luglio spiegava la differenza tra 17 e 71 (per cento) dicendo che con il 71% dei voti “fai quello che vuoi” (ovvero, se la Lega avesse preso il 71% sarebbe uscita dall’euro), mentre con il 17%, ovvero la vera percentuale di voti presa dal Carroccio alle elezioni “fai quello che puoi“.

alberto bagnai merril lynch

Bagnai dice che “i mercati”, ovvero gli investitori internazionali che ha incontrato quel giorno, lo hanno capito. Secondo Tito invece “i mercati” sembrano essere stati un po’ duri d’orecchi, o addirittura aver capito il contrario. Chissà chi ha ragione.

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