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«L'autocertificazione? Dal 18 maggio deve essere abolita»

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pierpaolo sileri chi l'ha visto federica sciarelli

Pierpaolo Sileri del MoVimento 5 Stelle, viceministro alla Salute che aveva annunciato che dal 4 maggio si potranno andare a trovare gli “amici” in quanto “affetti stabili”, oggi con il Corriere della Sera parla dell’autocertificazione della discordia e ne chiede l’abolizione:

È stato un errore imporre l’autocertificazione?
«Non so se è stato un errore. Io forse non l’avrei messa, ma capisco la logica. C’è sempre qualche furbo. Ma se guardiamo questi due mesi, il 95% degli italiani ha rispettato le regole. Non serve mettere un cartello sui ponti del Tevere: non buttatevi di sotto altrimenti morite. Lo sappiamo. Almeno dal 18 maggio io abolirei l’autocertificazione».

Anche perché la confusione sui congiunti è massima. Lei ha esteso la categoria agli amici, ma solo agli «amici veri». Come si stabilisce se è «vero» un amico?
«C’è chi vuole giocare con le parole, ma io ho detto amico vero nel senso che non deve essere una scusa. C’è chi vive solo, è vedovo o magari ha bisogno di qualcuno che gli tenga il bambino. In mancanza dei nonni e babysitter, un amico è fondamentale».

Le conferenze stampa sono state abolite. Sono state un errore?
«All’inizio andavano bene, ma non ha senso dare i numeri senza spiegarli»

fase due
Fase 2, dubbi sulle stime epidemiologiche (Corriere della Sera, primo maggio 2020)

Intanto oggi, dopo che per giorni si è ripetuto che il modulo autocertificazione dal 4 maggio non cambierà ma cambierà il modo di compilarlo, Repubblica scrive che si pensa di cambiare l’autocertificazione di nuovo:

La circolare del Viminale di indirizzo ai prefetti arriverà solo dopo la pubblicazione delle Faq sul sito del governo. Il modulo di autocertificazione degli spostamenti dovrà essere modificato o adattato tenendo conto degli allargati orizzonte. Dove c’era il riferimento al Comune per gli spostamenti per necessità, si dovrà scrivere Regione, mentre i motivi di lavoro, di salute e di urgenza giustificheranno i movimenti fuori dai confini regionali. Così com’è però il modulo non tiene conto di un’altra causa di spostamento consentito: il ritorno alla propria residenza.

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