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Seconde case: l’ipotesi del 18 maggio

Dal 18 maggio o al massimo la settimana successiva si pensa di autorizzare il trasferimento, a condizione che la seconda casa di vacanza si trovi però nella stessa regione di residenza

seconde case 18 maggio

Affinché gli italiani possano spostarsi da una regione all’altra l’indice di contagio R0 o erreconzero dovrà arrivare a 0,2. È questa, spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, la soglia che scienziati e governo ritengono indispensabile per ipotizzare di concedere ai cittadini di spostarsi da una regione all’altra. Vuol dire che il numero dei nuovi malati da coronavirus deve essere praticamente inesistente. O comunque che ci siano pochi casi isolati e gestibili. Ma una data importante per cominciare a valutare la situazione è molto vicina:

La prima tappa è stata fissata per l’11 maggio. Una settimana dopo le riaperture che cominciano lunedì 4 maggio, ci sarà un monitoraggio della situazione diviso per regioni. E questo consentirà di valutare anche un dato nazionale. Il governo ha fatto sapere che attualmente l’R0 è circa 0,7 anche se in alcune aree del Paese sembra essere ben più alto. Dunque si dovrà misurare l’impatto provocato dalla ripartenza di numerose attività produttive, dal movimento di un numero più alto di lavoratori e dagli spostamenti più liberi dei cittadini. E poi verificare l’eventuale risalita del numero dei nuovi positivi, testare la tenuta delle strutture sanitarie. Soltanto così si potrà decidere se procedere, rallentare o addirittura decidere di tornare indietro.

seconde case 18 maggio

E questo cambierà anche la questione delle seconde case:

Attualmente è consentito andare nelle seconde case soltanto per situazioni di emergenza. Dal 4 maggio sarà possibile andarci per fare visita ai parenti, purché si trovino nella stessa regione, ma senza poter rimanere. Dal 18 maggio o al massimo la settimana successiva — e sempre se non ci saranno picchi dell’epidemia — si pensa di autorizzare anche il trasferimento, a condizione che la seconda casa di vacanza si trovi però nella stessa regione di residenza. Questo potrebbe provocare evidentemente un aggravio per le strutture sanitarie locali e dunque saranno fissate delle linee guida che possano mettere i Comuni nelle condizioni di intervenire in caso di emergenza.

È probabile che attraverso i medici di base si debba comunicare lo spostamento alle Asl anche con le date di arrivo e ripartenza, proprio per favorire l’organizzazione delle strutture. E ci sarà una nuova valutazione legata all’R0. La possibilità di concedere lo spostamento da una regione all’altra sarà infatti valutato soltanto quando l’indice di contagio sarà pari a 0,2. Ed è possibile che questo avvenga molto più in là. Un vincolo rispetto alle vacanze e alla ripresa del turismo di cui si sta cominciando a discutere con i governatori per fissare insieme a loro regole e criteri. L’obiettivo è seguire una strategia comune anche per quanto riguarda la «difesa dei confini». I presidenti delle Regioni del Sud hanno infatti già firmato ordinanze per far ripartire alcuni settori e stanno studiando ipotesi per gestire la stagione estiva. Ma ribadiscono di voler impedire l’arrivo di chi non è residente e attualmente si trova al Nord.

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