Economia

L’aumento dei farmaci di classe C

L’incremento medio sarà del 5,7%: interessati antidolorifici e antibiotici e altri farmaci “famosi”

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Quasi 800 dei 3.740 farmaci che rientrano nella cosiddetta classe c subiranno aumenti significativi come previsto dal decreto 87/2005 noto anche come “decreto Storace” dal nome dell’allora ministro della Salute. L’aumento è a discrezione delle case farmaceutiche che possono decidere di applicarlo ogni due anni. In pratica il prezzo al pubblico dei medicinali senza obbligo di ricetta è liberamente fissato da ciascuna farmacia o parafarmacia mentre quello dei farmaci di classe C è deciso dai produttori. Il Secolo XIX pubblica oggi un’infografica in cui riepiloga alcuni dei farmaci il cui prezzo è aumentato o aumenterà entro la fine di febbraio. Il rincaro medio previsto è del 5,7% e riguarda nello specifico 770 farmaci. Si tratta comunque di prodotti molto utilizzati dai cittadini che proprio in questi giorni sono alle prese con i tradizionali malanni invernali. L’aumento medio per le tasche degli acquirenti si tradurrà in quasi un euro in più a confezione.

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L’aumento dei farmaci di classe C: i prodotti coinvolti (Il Secolo XIX, 21 gennaio 2019)

I farmaci di fascia C, soggetti a prescrizione medica ma non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, vengono utilizzati per patologie non gravi e ogni anno gli italiani per acquistarli spendono mediamente una cifra superiore ai 3 miliardi di euro. Si tratta, tra gli altri, di mucolitici contro il catarro, “pillole dell’amore”, colliri e pomate a base di antibiotici per curare le congiuntiviti, ansiolitici e sonniferi, antidolorifici contro il mal di testa,antinfiammatori per i dolori muscolari, antistaminici contro asma e riniti allergiche. Il prezzo medio a confezione (sui prodotti interessati dagli incrementi) andrà quindi da 15,58 a 16,47 euro. Ne consegue una differenza di 0,89 euro, che equivale a un aumento medio del 5,7% sui prezzi di due anni fa.

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