Economia

Aumentare l’IVA per tagliare l’IRPEF?

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Il ministro dell’Economia Giovanni Tria studia un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per alcuni prodotti allo scopo di tagliare l’IRPEF o, in alternativa, il cuneo fiscale. Secondo Roberto Petrini, che ne parla oggi su Repubblica,  alcune delle aliquote ridotte del 4 e intermedie del 10 potrebbero essere aumentate, altri rincari potrebbero normalmente scattare dal 22 al 24,2 come previsto: gli effetti inflazionistici e sui redditi più bassi verrebbero contenuti intervenendo con il bisturi e soprattutto l’economia in questa fase non è certo imballata e il rischio di surriscaldamento dei prezzi è limitato. Con le risorse ricavate si eviterebbe di disperdere soldi in molte misure di riduzione delle tasse che si stanno accumulando in questi giorni: dal potenziamento del regime forfettario per gli autonomi alla cedolare secca per chi affitta i negozi, alla riedizione di una sorta di Tremonti-bis.

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Le aliquote IRPEF e quelle dell’IVA (La Repubblica, 20 settembre 2018)

Quello dell’aumento delle imposte sul consumo è un vecchio convincimento di Tria, che anche nel maggio scorso ha ripetuto la sua formula: «Come ho sostenuto da oltre un decennio e non solo, ritengo che l’Italia debba riequilibrare il peso relativo delle imposte dirette e di quelle indirette spostando il gettito dalle prime alle seconde». Non a caso è la stessa proposta che portò avanti per anni Giulio Tremonti quando era al ministero del Tesoro, trovandosi però sempre la porta sbarrata da parte della maggioranza che teneva in piedi il suo governo perché certificare l’ok a un aumento dei prezzi dei beni di consumo è cosa difficile da giustificare politicamente. E proprio la chiara impopolarità della misura taglia le ali in partenza alle idee di Tria. Che comunque già da tempo ha molto altro a cui pensare.

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