Opinioni

Come ATAC manda in ferie 300 autisti d'estate (per l'aria condizionata rotta)

dipocheparole|

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Mentre Linda Meleo attende il report sull’aria condizionata nei bus di ATAC per scoprire – porca pupazza!!1!undici – che in effetti non funziona (a giugno, perché si controlla sempre a posteriori dalle parti dell’Assessorato alla Roma Immobile), la municipalizzata dei trasporti mette in ferie 300 autisti perché non ci sono bus da guidare.

La situazione, sempre più disperata e sempre meno seria, è la tipica ripicca di chi guida l’azienda con criteri da asilo: siccome si sono rifiutati (giustamente) di guidare allora almeno così risparmiamo sui costi. Il Messaggero intanto però spiega quali sono i veri numeri con cui l’azienda sta svolgendo (ahah) il suo servizio (ahahaha) di trasporto pubblico (ahahahahahahah) a Roma:

Ieri, intorno alle tre di pomeriggio, circolavano appena 620 bus. Un crollo rispetto ai 1.070 che avevano lasciato le rimesse la mattina presto. Senza contare che il servizio ne prevedrebbe almeno 1.300, di regola.

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I numeri dell’ATAC (Il Messaggero, 13 giugno 2019)

La frase, in un paese civile, scatenerebbe una caccia con catrame e piume. Nei paesi anestetizzati come l’Italia e nelle città in torpore come Roma (d’altronde, vi avevano promesso una rivoluzione e si sono presentati con Virginia Raggi) invece c’è persino il barbaro coraggio di sostenere tesi come queste:

La società del Campidoglio, va riconosciuto, stavolta i compiti a casa li aveva fatti: la manutenzione dei climatizzatori era partita in primavera e quasi l’80% dei mezzi è stato revisionato. Il fatto è che la flotta è arci-datata, oltre 12 anni di media. E fino a quando non arriveranno le navette ordinate di fresco dalla Turchia, c’è poco da fare: i climatizzatori, dopo un po’, si sfasciano. A ripetizione. Un incubo, con questo inizio di giugno canicolare.

In realtà, come capirebbe anche un bambino, se i compiti a casa li hai fatti i condizioni reggono a giugno come a luglio. Quello che ATAC afferma significa semplicemente che per l’ennesima volta invece di finire il lavoro in tempo utile, lo hanno rimandato a carissimo amico sperando nella pioggia, come gli stregoni delle tribù di indiani che però non percepiscono stipendi milionari con soldi pubblici per invocare Manitù.  Il fatto che il caldo sia arrivato prima è una scusa che non sarebbe degna di un’azienda di Stato, se non parlassimo di ATAC che la dignità l’ha persa ormai da tempo immemore.

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