Economia

Asti-Cuneo: «Così Toninelli regala a Gavio 1,2 miliardi»

Il ministero dei Trasporti vuole sbloccare i lavori e riduce la durata della concessione. Ma il valore di subentro per l’intera tratta è stellare

toninelli regala gavio asti-cuneo

Il Fatto Quotidiano racconta oggi in un articolo a firma di Daniele Martini che  con il lodevole intento di sbloccare i cantieri e realizzare quel pezzetto di asfalto della Asti-Cuneo, il ministro Danilo Toninelli sta coprendo d’oro i Gavio, i signori delle autostrade del nordovest, così come i Benetton lo sono nel resto d’Italia:

In cambio dell’impegno di finire in fretta l’opera attesa da quasi un decennio in quell’area del Piemonte, lo Stato consente ai Gavio di incassare tra 12 anni la bellezza di circa 1 miliardo e 200 milioni di euro per quello che in gergo tecnico viene conosciuto come il valore di subentro. Che in pratica è una specie di buonuscita che i Gavio potranno riscuotere per cedere la concessione della Asti-Cuneo e contemporaneamente quella dellaTorino-Milano (A4),cheè una delle autostrade gestite dallo stesso gruppo.

PER LA TORINO-MILANOil valore di subentro previsto è di circa 890 milioni di euro, una novantina in più rispetto agli 800 che venivano riconosciuti ai Gavio con il precedente Piano economico finanziario (Pef) elaborato da Toninelli appena tre mesi fa. Per la Asti-Cuneo il valore è di oltre 300 milioni ed è una novità rispetto al piano di primavera. La sua introduzione è stata giustificata dal ministro con la circostanza che la durata della concessione viene accorciata dal 2045 al 2031, cioè vengono negati per 14 anni ai Gavio i benefici stimati 500 milioni di euro che altrimenti avrebbero ottenuto con la gestione dell’autostrada. Ma una cosa per un’impresa è riscuotere tutto e subito in anticipo e un’altra una somma diluita in un quindicennio.

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Inoltre ai Gavio, con il nuovo Pef, è assicurato un incremento di remunerazione al casello di ben 7 punti percentuali, dal 13 precedente stimato dall’Agenzia di regolazione dei Trasporti (Art) all’attuale 20 per cento circa. Senza che nel frattempo il gruppo abbia apportato nuovo capitale.Il miliardo e 200 milioni di valore di subentro dovrà essere pagato da chiunque volesse prendere il posto dei Gavio nella gestione delle due autostrade, sia esso un imprenditore privato oppure lo Stato.

Ma è evidente che di fronte a un valore così elevato c’è la possibilità che privati e Stato stiano prudentemente alla larga e a quel punto è facile prevedere che i Gavio continueranno anche dopo il 2031 e per un altro bel po’a essere gli indisturbati signori del casello in Piemonte e dintorni. Si profila, insomma, molto concreto il rischio di un’alte razione vistosa della concorrenza che farà drizzare i capelli in testa ai commissari dell’Un ione europea.

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