Opinioni

Dalla prima lettera del PG di Torino alla sindaca Appendino sui No TAV

È stata “estremamente ‘destabilizzante'” la condotta di Carlotta Tevere, consigliera comunale M5s a Torino e presidente della Commissione Legalità, che ha espresso solidarietà ai condannati per l’assalto al cantiere Tav. Così il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, in una lettera alla sindaca Chiara Appendino. Saluzzo esprime “sconcerto e totale dissenso rispetto a valutazioni pronunciate in una sede istituzionale, nel corso di una seduta ufficiale e nell’ambito di un dibattito pubblico”. La Tevere, che è anche presidente della Commissione Legalità,  qualche giorno fa aveva detto “A nome del gruppo M5S esprimo solidarietà ai No Tav condannati”, riferendosi ai 38 manifestati ritenuti colpevoli di resistenza e lesione per gli scontri avvenuti nell’estate 2011 in Val di Susa durante la discussione sulla mozione che ritirava Torino dall’Osservatorio. Alla fine la mozione, votata anche da Eleonora Artesio di “Torino in Comune”, era passata nonostante i 245 emendamenti presentati dall’opposizione, riuniti in un unico atto e bocciati con un voto con il metodo del Canguro che in altre occasioni i grillini avevano esecrato. Nei giorni scorsi la consigliera Paoli aveva anche detto che il PD aveva avallato la trattativa Stato-Mafia.
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“L’espressione di ‘solidarietà’ – continua il procuratore generale di Torino – non può essere ridotta a una presa di ‘simpatia’ per i manifestanti violenti, le cui singole responsabilità sono state oggetto del giudizio di un Tribunale di primo grado e, poi, della Corte di appello. Essa facilmente si traduce – prosegue Francesco Saluzzo – in solidarietà per i reati commessi e questo, francamente, mi sembra assai grave”. Il pg di Torino fa notare che la verifica delle ipotesi di accusa “si è ottenuta in due successivi gravi di giudizio ed appare, perciò, estremamente ‘destabilizzante’ la condotta di chi, investito di funzioni pubbliche, rappresentante dei cittadini e in una sede istituzionale si spinga alla solidarietà e alla giustificazione dei reati accertati”. Francesco Saluzzo aggiunge di essere “davvero grato, a nome della magistratura inquirente, e non solo, torinese” alla sindaca Appendino per avere “deplorato l’accaduto, sottolineando anche come la sede non fosse propria per quelle esternazioni”. Ma chiede alla prima cittadina e al presidente del consiglio comunale di “farsi interprete, nel Consiglio, di queste mie impressioni e valutazioni. Perché i cittadini (e anche i cittadini consiglieri) sappiano che i magistrati non si piegano ad alcuna logica ed emettono le sentenze proprio nel nome del popolo, che a loro chiede imparzialità assoluta e rispetto del principio di uguaglianza e di legalità che si traduce nella eguale soggezione di tutti alla legge”.

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