Attualità

Antonella Pavin: la sergente di Hitler del Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori

Antonella Pavin è la “sergente di Hitler” individuata nell’inchiesta Ombre Nere partita da Enna e approdata in tutta Italia, che ha sgominato il Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori e fermato l’organizzazione di un attentato alla sede dell’ANPI di Genova.

Antonella Pavin: la sergente di Hitler del Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori

48 anni, moglie, madre, impiegata in uno studio contabile e, allo stesso tempo, fiera nazista, lei è ritenuta tra i fondatori del Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori, nonché reclutatrice di altri negazionisti come lei. Vive in una casa sperduta nella campagna di Curtarolo, a nord di Padova. Il marito è autotrasportatore. Lei oggi ha parlato con Repubblica:

Invocare lo sterminio, negare i lager, inneggiare a Hitler, è altro.
«I sionisti comandano il mondo, guidano le banche, decidono sulle politiche dell’immigrazione. Sono la rovina dell’umanità. L’Olocausto è una fandonia».

Ha mai ascoltato Liliana Segre?
«Lasciamo perdere Liliana Segre, ne avrei da dire. Ad Auschwitz c’erano piscina, teatro, cinema. Non è andata come la raccontano».

Suo marito la pensa come lei?
«No, lui vota Salvini».

Lei cosa vota?
«Io non voto. CasaPound mi fa schifo, Forza Nuova l’ho abbandonata. Ci sono stata due anni ma non ne voglio più sapere. Però non dico perché».

francesca rizzi miss hitler

Il Gazzettino racconta che sarebbe stata proprio lei la “capa” veneta dell’organizzazione. Sulla sua pagina Facebook la donna scriveva: “Il nazional socialismo trionferà in tutta Europa. Hitler è immortale”. Stop. Niente di più, perché era sul social network russo VKontakte che la 48enne si scatenava. Nel giugno dell’anno scorso se la prendeva con il Gay Pride: «Padova blindata per far sfilare centinaia di fr***. La cosa più schifosa è che ad appoggiare questi rifiuti c’erano anche famiglie. E poi la gente mi critica perché sono nazista. Lo sarò fino alla morte perché quando morirò sarò contenta di aver ripulito il mondo. Sempre Heil Hitler e rogo per gli infami». E tra la foto di una torta di compleanno guarnita con una svastica e una col saluto nazista, assicurava di aver preparato il materiale per accogliere gli zingari: «Una spranga di ferro, un coltello e una tanica di benzina possono bastare o devo aggiungere qualcos’altro? Heil».

Francesca Rizzi, miss Hitler

Se la Pavin fino a oggi era incensurata, il vicentino Bruno Bosso, con il petto tatuato con un’enorme svastica,era già conosciuto dalla Polizia per i reati di lesioni, resistenza, stupefacenti, maltrattamenti alla moglie(con tanto di allontanamento dalla casa familiare). Bosso e la moglie Veronica Giunta si erano trasferiti dal capoluogo berico a Messina l’estate scorsa ma all’inizio di novembre avevano fatto rientro a Vicenza. Spiega il Gazzettino:

La donna ha raccontato di essere venuta a conoscenza del “partito” grazie ai suggerimenti dei gruppi su Facebook: «Ho messo “mi piace” e ho iniziato a parlare con loro, era marzo 2018. Poi il partito è morto un anno dopo. Io non sono mai andata a convention e non ho indottrinato o armato persone. I fondatori non li conosco a parte tale Marinari, un toscano. Mai andata a ritrovi, si parlava solo sui social, nelle chat».

movimento nazionalsocialista dei lavoratori

Movimento nazionalsocialista dei lavoratori, infografica de Il Gazzettino (29 novembre 2019)

E a proposito del marito arrabbiato: «Cosa doveva sapere? Lui vota Salvini e sa benissimo per cosa simpatizzo io. Quello che mi fanno è un processo ai pensieri. Abbiamo subìto 12 furti in 20 anni che stiamo qua. Avrò il diritto di avere le mie idee». Nelle intercettazioni assicurava a Luigi Forte che il programma era quello di «andare al potere in qualsiasi modo, a costo di qualsiasi conseguenza, tanto che non c’è alcun partito che abbia i cogl** di farlo». Ora assicura: «Parole, erano solo parole».

E poi c’è la 36enne che avrebbe partecipato a un concorso lanciato sul social network russo VK e vinto il titolo di Miss Hitler. Si chiama Francesca Rizzi ed è residente a Pozzo d’Adda: il particolare è emerso nel corso delle perquisizioni effettuate dalla Digos nel Milanese a carico di tre estremisti di destra (fra cui la giovane), indagati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, per costituzione e partecipazione ad associazione eversiva ed istigazione a delinquere. Alla conferenza di NOS Francesca Rizzi ha partecipato come rappresentante di Autonomia Nazionalista e secondo i racconti aveva fatto un intervento chiaramente antisemita. Gli indagati avevano anche creato una chat chiusa denominata “Militia“, finalizzata all’addestramento dei militanti. Francesca Rizzi era anche gestore dell’account su VK Fra-Fra-Fra-Fra: qui si riproduce un suo post in cui se la prendeva con Laura Boldrini e Liliana Segre.

Leggi anche: Da dove viene il manifesto razzista del Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori