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Annalisa Tardino e il domestico bengalese come prova di antirazzismo

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annalisa tardino

Oggi Repubblica Palermo ci presenta Annalisa Tardino, avvocata di Licata e  la più votata della Lega nell’Isola con 32.800 preferenze. Uno schiaffo per i compagni di lista dati per favoriti: il coordinatore del Carroccio per la Sicilia occidentale Igor Gelarda e il veterano Angelo Attaguile.

Quarant’anni, un figlio di sette e un marito ingegnere, non avrebbe mai immaginato di mettere fuori gioco quelli che — almeno fino a domenica — erano i portabandiera indiscussi del partito. «Ha vinto il territorio, non l’apparato. È un sogno, ancora non ci credo», dice al telefono al senatore Mario Pittoni, futuro commissario siciliano al posto di Stefano Candiani. Lo ha ripetuto anche al grande capo Matteo Salvini martedì, quando è volata a Roma con gli altri eletti: «Mi ha accarezzato il volto e mi ha detto: “Brava!”».

Gli unici a non congratularsi sono stati i grandi sconfitti Gelarda e Attaguile. «Ma il cellulare squilla all’impazzata — sorride — e ho duecento messaggi ancora da leggere». Anche la casella email è in tilt: «Molti si fanno già avanti per entrare nel mio staff».

annalisa tardino

Il gioiello però è l’apertura dell’intervista:

«Sono una leghista doc. Ma non chiamatemi razzista: ho un collaboratore domestico del Bangladesh».

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