Economia

Andrea Coia e il pasticcio del nuovo regolamento M5S per il commercio ambulante a Roma

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La Commissione commercio del Comune di Roma ha approvato il nuovo regolamento per il commercio ambulante. Il Presidente della Commissione, Andrea Coia (M5S). ne dà annuncio sulla sua pagina Facebook, spiegando che il nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche è il frutto di un percorso partecipato che al tempo stesso garantirà maggiore decoro e salva i posti di lavoro.

Un regolamento che crea nuovi problemi invece che risolve quelli vecchi

Il nuovo regolamento, che dovrà essere approvato entro 90 giorni dall’Assemblea Capitolina, va a riformare la delibera numero 35 del 2006 che attualmente regolamenta le attività del commercio ambulante. Coia e il MoVimento 5 Stelle sono naturalmente soddisfatti per il prezioso lavoro svolto. Tutti gli altri – cittadini, ambulanti e associazioni di categoria – lo sono meno. Si dirà che non è facile accontentare tutti e che è normale che qualcuno protesti. Ma il punto non è quello. Il punto è che il nuovo regolamento annunciato con così tanta enfasi risolve davvero pochi problemi e peggiora le cose.

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Fonte: Facebook.com

Un esempio? I titolari delle concessioni potranno vendere merci diverse da quelle previste dall’autorizzazione e inoltre – altra cosa che invece oggi non è consentita – potranno appendere prodotti alle pensiline. Alla faccia del decoro. Riguardo invece alla questione della pacifica convivenza il regolamento prevede il via libera alla vendita di cibi e bevande tra i banchi dei mercati rionali fino alle 23.30. In pratica i mercati diventeranno dei luoghi di ritrovo per turisti, con buona pace dei residenti e dei cittadini romani. Non viene invece risolta la questione dell’anzianità che favorisce i soliti noti (vedi alla voce Tredicine). La scelta è quella di tutelare gli ambulanti dall’applicazione della famigerata direttiva Bolkestein contrastata anche a livello nazionale dal M5S. Il nuovo regolamento prevede infatti un premio per l’anzianità su piazza. Anche la questione delle sanzioni per gli abusivi è una delle dolenti note del nuovo regolamento: invece che inasprirle vengono “ridotte”. È vero, il regolamento pone un limite al numero di licenze (5 alimentari + 5 non alimentari) che una famiglia può detenere. Ma è anche vero che questo limite è facilmente aggirabile – come è stato fino ad ora – grazie al ricorso ai prestanome. Un’inchiesta di Repubblica di qualche anno fa rivelava che nel 2012 dei 68 posti disponibili per i venditori ambulanti nel centro di Roma 42 erano di proprietà dei Tredicine. Il Tempo invece sostiene che delle 70 licenze del centro storico “almeno la metà sono riconducibili direttamente o indirettamente a Tredicine“. L’aspetto delle tariffe invece non viene affrontato nel testo perché la definizione del tariffario spetta alla Commissione Bilancio. Il Fatto Quotidiano fa però notare che attualmente il Comune ricava appena 1,5 milioni di euro l’anno dalle concessioni per gli oltre undicimila postazioni. L’ex assessora al Commercio Marta Leonori ha commentato il regolamento dicendo che è “un ritorno all’antica”.

I malumori di cittadini e associazioni di categoria

Coia ha rivendicato con orgoglio il fatto che il nuovo regolamento è frutto del lavoro di ascolto con associazioni di categoria e cittadini. In particolare la Commissione ha valutato “quali di queste potranno essere accolte nella nostra proposta politica tramite emendamenti”. Peccato però che Apre Confesercenti a Confimpre abbiano dichiarato di aver sì preso parte alle riunioni di Commissione ma che queste non erano “specifiche sull’argomento del nuovo regolamento”. A dirlo è il re dei bancarellari romani Alfiero Tredicine che ora chiede l’apertura di un tavolo e parla di un intervento “deleterio per la categoria”. Il Tempo invece riferisce che Anva Confesercenti ha abbandonato la commissione quando il presidente Coia ha detto che non avrebbe concesso la possibilità di parola alle rappresentanti sindacali.
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I romani invece hanno manifestato il loro dissenso al nuovo regolamento direttamente “in Rete” andando a commentare sulla pagina Facebook del consigliere Coia.
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È diffuso il sentimento di essere stati “traditi” proprio da chi aveva promesso di cambiare le cose e soprattutto dare una svolta alla città.
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Si lamentano anche gli esercenti e i commercianti titolari di negozi. C’è chi parla di un provvedimento “surreale” mentre chi paventa il rischio di trovarsi “mutandari e kebbabari ambulanti” fino alle 11 di sera. Il problema principale, spiegano i numerosi commentatori infuriati, è l’incompetenza di questa amministrazione comunale che non sembra in grado di risolvere i problemi di Roma ma solo di crearne di nuovi. Il Municipio I (uno dei due guidato dal Partito Democratico) protesta invece contro una “sanatoria” per gli ambulanti anomali che consentirebbe loro di continuare l’attività in centro storico. Insomma, il nuovo regolamento piace solo al M5S e ad Andrea Coia.