La macchina del funky

Anarchy in the P.D.

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Matteo Orfini rilascia oggi un’intervista a Tommaso Ciriaco di Repubblica per spiegare che nel Partito Democratico c’è anarchia. Orfini, che del PD è presidente e ha impedito il dibattito nella Direzione di un paio di giorni fa provocando le ire di Walter Tocci, spiega che nel partito ci sono eredi dei Sex Pistols che pretendono addirittura di non fare quello che dice Renzi:

«Il Pd non ha paura delle elezioni. Aggiungo che anche durante il governo Monti non ero tra quelli che consideravano le elezioni un dramma: è la democrazia». Si discute anche dell’ipotesi di un breve reincarico di Renzi? «Non è corretto parlarne prima di andare al Colle».
Renzi promette un chiarimento duro nel Pd. È la strada giusta?
«Abbiamo subito una sconfitta importante e dobbiamo aprire una riflessione vera, anche su quello che non ha funzionato. Non in una direzione, ma al congresso».
Prima o dopo il voto? E non bastano primarie per la premiership?
«Lo sostenevo già prima del referendum: dopo il 4 dicembre serve subito un congresso. Ci sono state divisioni e lacerazioni profonde. Questo tema va affrontato: non si può pensare che l’anarchia possa essere la fisiologia del Pd».

matteo orfini pd
Già che c’è, Orfini sega anche Franceschini, inviso a Renzi:

«Franceschini è stato un ottimo ministro dei Beni culturali ed è un importante leader del Pd. Ma non è l’azionista di maggioranza del partito. Né lui, né nessun’altro può immaginare di gestire il Pd come una federazione di correnti, perché non si fa il bene del partito».
In molti lo considerano ”l’uomo del Presidente”?
«Escludo che si possa considerare Franceschini come l’uomo del Presidente della Repubblica, perché il Presidente parla con il Pd e non certo con questa o quella fazione del partito. In queste ore Dario ha espresso la sua opinione, lo abbiamo fatto tutti: ma la posizione del Pd è quella espressa dal segretario in direzione, su cui siamo tutti d’accordo».
Pensa che ambisca alla premiership?
«Non credo. Penso che lui, come ognuno di noi, sappia che in questa fase non si possono creare i giusti equilibri inseguendo le ambizioni personali. Prima c’è il Paese, molto dopo il Pd. Certamente non le nostre ambizioni».

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