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Alluminio e bambini: cosa significa l’allarme del ministero della Salute

Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell’alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione. I gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell’alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza.

Il ministero della Salute invita a non usare l’alluminio per avvolgere il cibo dei bambini e delle donne in gravidanza. Un documento del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa), pubblicato sul portale del Ministero della Salute sostiene che l’alluminio presente nelle vaschette metalliche e nei fogli utilizzati per conservare e cuocere cibi può migrare negli alimenti e accumularsi nel cervello e ossa, provocando la perdita della funzione intellettuale.

L’allarme del ministero della Salute sull’uso dell’alluminio in cucina

Il 3 dicembre scorso il ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito una campagna informativa per il corretto uso dell’alluminio in cucina nel quale spiega che la contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento.

uso alluminio cucina
Le indicazioni del ministero della Salute sull’uso dell’alluminio in cucina

Nei soggetti sani il rischio tossicologico dell’alluminio è limitato per via dello scarso assorbimento e della rapida escrezione. I gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell’alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza.

Il video che insegna l’uso corretto dell’alluminio

Il ministero della Salute ha anche pubblicato un video, che vedete riprodotto nell’apertura di questo articolo, in cui dà consigli sull’uso dell’alluminio. I punti ricordati nel video sono:

1. Leggi l’etichetta

2. Evita alimenti molto acidi e salati È da evitare il contatto dell’alluminio con qualsiasi alimento fortemente acido o fortemente salato come:
– succo di limone
– aceto
– alici salate
– capperi sotto sale

3. Conservazione oltre le 24 ore
Puoi conservare gli alimenti oltre le 24 ore solo a temperatura di refrigerazione o congelamento.

4. Oltre le 24 ore a temperatura ambiente
Puoi conservare a temperatura ambiente, anche oltre le 24 ore, solo gli alimenti solidi secchi come caffè, frutta secca, paste secche, pane, ecc.

5. Monouso Non riutilizzare i contenitori monouso.

6. Attenzione ai graffi
Non graffiare pentole, padelle e altri contenitori in alluminio durante il loro utilizzo.

7. La pulizia
Non pulire pentole e contenitori in alluminio con prodotti abrasivi.

Ieri il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ai microfoni di Striscia La Notizia ha spiegato: “L’Istituto superiore di Sanità ha approfondito la ricerca. Si è scoperto che vengono prodotte concentrazioni di alluminio negli alimenti venuti a contatto, il fenomeno ‘migratorio’ appunto. Bisogna informare la popolazione e quindi sul sito del Ministero saranno presenti indicazioni su come e quando usare questo metallo in cucina”.

Il Comitato Nazionale per Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute ha pubblicato il 30 gennaio 2019 un parere sull’alluminio in cucina:

La Sezione 1 del CNSA ritiene che i risultati dei nuovi studi apportino una conferma alle conclusioni del proprio precedente parere e consentano di identificare con maggiore precisione le condizioni d’uso e le fasce di popolazione alle quali rivolgere una specifica attenzione. In particolare:
– la contaminazione del cibo per fenomeni migrazionali da utensili o imballaggi è un’importante fonte di esposizione alimentare all’alluminio;
– la cessione di alluminio dai MOCA è condizionata dalle modalità di uso;
– l’esposizione alimentare ad alluminio attraverso i materiali a contatto può portare ad un superamento della TWI stabilita da EFSA nel 2008, con un potenziale rischio per la salute per fasce vulnerabili della popolazione, rappresentate dai bambini sotto i 3 anni, anziani sopra i 65 anni, donne in gravidanza, persone con funzionalità renale compromessa.

Pertanto, la Sezione 1 del CNSA ritiene che:
– l’alluminio venga inserito con rilievo prioritario nel piano di monitoraggio dei MOCA, in modo da raccogliere una congrua base di dati di sorveglianza a livello nazionale; al riguardo si auspica la definizione di un piano nazionale;
– sia necessaria l’attivazione di idonee modalità di informazione e comunicazione circa il corretto uso dei MOCA contenenti alluminio per la produzione e la preparazione degli alimenti, rivolte sia ai consumatori sia alle imprese; in quest’ultimo ambito è opportuno considerare l’inserimento dell’uso corretto dei MOCA nei manuali aziendali di corretta prassi igienica.

Il parere si conclude così:

A tale proposito, la Sezione 1 del CNSA raccomanda l’avvio di azioni atte a contenere l’esposizione, in particolare, delle fasce a rischio (bambini sotto i 3 anni, anziani sopra i 65 anni, donne in gravidanza, persone con funzionalità epatica compromessa) a livelli inferiori al TWI definito da EFSA, mediante l’utilizzo di MOCA contenenti alluminio, tenendo conto del contributo che questa via di esposizione rappresenta.

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