Opinioni

«Alla Camera mi rompo i cogl….»

«Faccio tutto quello che mi consentono le mie forze. Avete idea di cosa significa ascoltare per ore interventi di gente che urla e offende…»: più chiaro di così è difficile. Ed è un piacere che a esserlo sia l’avvocato Piero Longo, deputato di Forza Italia, a La Zanzara su Radio 24, a proposito delle sue assenze alla Camera dei Deputati, eletto anche lui come Ghedini all’epoca e oggi ancora ufficialmente seduto sugli scranni del Parlamento. Seduto per modo di dire, visto che è stato assente nell’87% delle votazioni. E quando i conduttori glielo fanno notare, lui risponde forte e chiaro: «Davvero? Sono andato troppo, devo fare qualcosa…». Ma davvero si rompe così i coglioni ad andare alla Camera?: «Anche di più. Uno dei disastri della Camera sono le trasmissioni in diretta. Uno prende il microfono per essere visto da elettori, mamma, zia, amici del bar e dicono cose senza costrutto». E perché non si dimette?: «Non posso rinunciare allo stipendio per ragioni politiche, subentrerebbe un altro, e chi lo dice che sarebbe un berlusconiano fedele come me?».
++ DELL'UTRI: LONGO-GHEDINI, BERLUSCONI HA CHIARITO ++
Sulla sentenza Longo è stato più moderato degli ultras di Forza Italia: «La Boccassini non deve chiedere scusa, ma comportarsi in futuro in un altro modo. Dovrebbe seguire quello che dice Mattarella, più equilibrio e attenzione». Si dovrebbe dimettere dalla magistratura dopo questa sconfitta, chiedono i conduttori?: «Ma nemmeno per sogno, sono cose che possono capitare. E poi il pm fa il suo mestiere, mentre c’è un giudice che dovrebbe essere super partes, equilibrato. Gli errori sono stati commessi dai giudici di primo grado. I pm come la Boccassini- dice ancora Longo- hanno partecipato a far cadere un governo, ma non era quella l’intenzione. Volevano mettere alla berlina Berlusconi, questo sì».