Economia

Alitalia: l’ok dell’Unione Europea alla nazionalizzazione

Intanto cinquemila dipendenti Alitalia da cinque mesi non percepiscono le integrazioni salariali della cassa integrazione a causa di una indagine del ministero del Lavoro iniziata nell’autunno del 2019 e non ancora conclusa

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«Sulla proprietà siamo neutri, in situazioni come queste può darsi che uno Stato compri le azioni di una compagnia». Margarethe Vestager, commissaria europea alla Concorrenza, ieri ha fatto cadere il veto dell’Unione Europea alla nazionalizzazione di Alitalia. L’unico scoglio da superare è quello relativo alle modalità dell’investimento: «Se si tratterà di aiuti di Stato o meno, dipenderà dal modo in cui l’operazione verrà portata a termine. Se verrà fatta sul mercato, a prezzi di mercato non sarà un problema, visto che in questo momento i prezzi sono bassi. Ma se lo si farà in altro modo, potrebbe nascere un contenzioso con tanto di “notifica individuale”…». Racconta oggi Lucio Cillis su Repubblica:

E dunque, la crisi che attanaglia l’Unione potrebbe alleggerire la pressione sull’Italia facendo chiudere un occhio all’Ue sulle rigide regole relative agli aiuti di Stato. Norme che stavolta, non solo nel caso di Alitalia, potrebbero aprire la strada ad un intervento deciso del governo. Per la Commissione Ue, quindi la questione è legata alle modalità di partecipazione dello Stato italiano nella linea aerea. Di fatto la struttura della newco nazionalizzata è stata già abbozzata anche se andrà rifinita in tempi brevissimi, secondo il calendario stilato dal commissario della compagnia Giuseppe Leogrande.

L’idea resta quella della Nuova Alitalia nelle mani del Tesoro con un non improbabile intervento di soci privati e l’inserimento della compagnia all’interno di un’alleanza forte come, ad esempio, Star Alliance (Lufthansa e United). Il socio industriale avrà il compito di sviluppare la rete del vettore italiano senza per questo entrare nel capitale. Ma quanto è stato speso per Alitalia in questi ultimi tre anni? Dal maggio 2017, data del secondo crac della società che era stata privatizzata nel 2009, il nostro Paese per tenere in vita la compagnia ha stanziato prestiti per circa un miliardo e 800 milioni di euro al netto degli interessi.

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Intanto cinquemila dipendenti Alitalia da cinque mesi non percepiscono le integrazioni salariali della cassa integrazione a causa di una indagine del ministero del Lavoro iniziata nell’autunno del 2019 e non ancora conclusa. Ieri è slittata di un’altra settimana la riunione coi sindacati che doveva affrontare il tema di nuova cigs per 6.828 unità. L’azienda ha infatti richiesto al ministero un nuovo intervento.

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