Economia

Alitalia, Cassa Depositi e Prestiti per il salvataggio

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La carta di Cassa Depositi e Prestiti per Alitalia. Mentre la cordata delle Ferrovie dello Stato mostra la corda e Delta Airlines rimane unico vettore interessato a entrare con una quota di minoranza per svolgere il ruolo di partner industriale. Per questo il Messaggero racconta oggi che potrebbe essere CdP a muoversi:

Respinta al mittente la proposta di Lufthansa, pronta a rilevare la flotta tricolore ma solo dopo il taglio di 4-6 mila dipendenti, e cadute nel vuoto le offerte di easyJet e di alcuni fondi d’investimento, dalle parti del governo si sta pensando nuovamente a una partecipazione della Cassa depositi e prestiti: un’idea che nelle intenzioni degli advisor che lavorano attorno alla formazione della cordata, avrebbe dovuto completare la combinazione con Atlantia.

Ma, pubblicamente frenata dal presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti («Non farei mai un investimento in Alitalia»), alla fine Cdp si è ritirata dalla partita appellandosi a un divieto statutario che però alcuni ritengono possa, attraverso passaggi tecnici nemmeno tanto sofisticati, essere superato. Sarebbe infatti insostenibile, dal punto di vista politico, annunciare adesso un nuovo piano lacrime e sangue dopo avere lasciato intendere che il salvataggio Alitalia era cosa fatta.

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Alitalia, il capitale mancante e il nuovo piano (Il Messaggero, 14 aprile 2019)

Di qui la nuova linea d’azione sulla quale il governo ora vorrebbe lavorare, tentando di convincere i vertici di Cdp a scendere in campo in qualche modo: già questa settimana sono previsti incontri ai massimi livelli nella sede di Via Goito. Di certo lo spettro di migliaia di esuberi, sopratutto a Roma dove ha sede la compagnia aerea (si parla di almeno 2.500 espulsioni subito se non partirà il piano delle Fs),è un motivo sufficiente per mobilitare, questa volta si spera seriamente, le forze di governo.

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