Economia

Alitalia, i Benetton dicono no

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I Benetton mollano Alitalia. Ieri Giovanni Castellucci, a.d. di Atlantia, ha dichiarato ufficialmente all’assemblea degli azionisti che lo ha confermato per un altro triennio insieme al presidente Fabio Cerchiai, che la società dei Benetton non è interessata a entrare in affari con Ferrovie dello Stato per salvare via della Magliana. Racconta Repubblica in un articolo a firma di un certo (ah ah ah) Luca Iezzi:

«Nel cda di Atlantia non se ne è mai parlato, essendo noi azionisti dell’hub dove Alitalia opera (gli Aeroporti di Roma ndr), speriamo che venga rilanciata, salvata e ristrutturata, ma dall’altro lato abbiamo talmente tanti fronti aperti». E gran parte di questi dipendono proprio dalla difficile interlocuzione con il governo a cominciare da 4,9 miliardi di investimenti bloccati.

«Sulla Gronda di Genova abbiamo già fatto gli espropri, ma il ministero non approva il progetto esecutivo, non è normale», dichiara Castellucci, ma è solo l’antipasto visto che gli azionisti lo incalzano e la preoccupazione di perdere soldi su Alitalia è persino più alta di quella di vedersi revocata la concessione autostradale dal governo dopo il crollo del ponte Morandi l’agosto scorso.

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Alitalia, il capitale mancante e il nuovo piano (Il Messaggero, 14 aprile 2019)

Ferrovie, che sta cercando disperatamente di costruire una compagine per togliere la compagnia di bandiera dal commissariamento, ha incontrato esponenti degli Aeroporti di Roma, che comunque ricavano il 28% del fatturato da Alitalia. Ma poi tutto si è rivelato troppo complicato. Viste le ruggini con l’attuale maggioranza, il management e i soci di riferimento di Atlantia (edizione Holding della famiglia Benetton) non vedono le condizioni industriali e politiche per entrare.

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