Opinioni

Ali Sonboly o David S.? Il giallo (risolto) sul nome del killer di Monaco

In attesa di conferme ufficiali – la polizia tedesca ha annunciato un briefing per le ore 12 – c’è incertezza sul nome del giovane attentatore, finito suicida dopo aver ucciso almeno 9 persone nel centro commerciale Olympia nella città bavarese. La polizia ha detto che si tratta di un ragazzo di 18 anni, tedesco di origini iraniane. I britannici Daily Mail e Sun lo hanno identificano come Ali Sonboly. Lo Spiegel on line lo aveva in precedenza indicato come David S.

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L’articolo dello Spiegel che annuncia il nome del terrorista di Monaco

Il Mirror e l’Independent hanno tagliato la testa al toro scrivendo che l’attentatore si chiama David Ali Sonboly o Ali David Sonboly. Alla fine il giornale tedesco Blick dà una certezza, almeno sul cognome, pubblicando la fotografia del nome sul citofono della casa dell’attentatore:
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La foto del citofono della casa dell’attentatore pubblicata da Blick

L’autore ha agito solo, non aveva complici, e a casa sua non è stato trovato materiale legato a Isis, ma solo documentazione su stragi del passato, ha detto in conferenza stampa Hubertus Andrae, capo della polizia di Monaco, precisando che “non c’è alcun legame” tra la strage e il tema dei profughi. Andrae ha detto che le indagini continuano negli ambienti frequentati dal ragazzo. Si sa che soffriva di crisi depressive, è stato ricoverato nel 2012 e successivamente: gli è stato somministrato un trattamento dopo alcuni fenomeni di squilibrio. Era nato e cresciuto a Monaco di Baviera. Fonti di sicurezza citate da Dpa riferiscono che il killer di Monaco avrebbe avuto problemi scolastici e Focus online rivela che venerdì scorso non avrebbe superato un esame finale. Ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, ed aveva circa 300 proiettili nello zaino. Ali Sonboly avrebbe espresso apprezzamento per la strage di Winnenden, accaduta l’11 marzo 2009, quando un ragazzo di 17 anni, Tim Kretschmer, studente della Albertville-Realschule, uccise 15 persone e ne ferì ben 11 con dei colpi di pistola, per poi morire poco dopo suicida.

Il padre, che stamattina è stato interrogato dalla polizia, lavora come tassista. La madre è commessa nei grandi magazzini Karstadt. La polizia sta esaminando il contenuto di un video girato da un uomo su un balcone affacciato sul tetto del ristorante McDonald’s e che ha registrato una concitata conversazione con l’attentatore, che tra l’altro avrebbe lamentato di aver subito per sette anni atti di bullismo a scuola. Ci sono verifiche in corso anche su un messaggio postato da un account Facebook con ogni probabilità falso, con cui veniva annunciata distribuzione di cibo gratis al McDonald di fronte al centro commerciale della strage, dove ha avuto inizio la sparatoria. L’ipotesi valutata è che il killer potrebbe aver cercato di attirare gente, soprattutto giovani, sul luogo scelto per il folle gesto. Ma c’è chi smentisce. Alcune testimonianze raccolte tra i vicini di casa lo descrivono come “un solitario”, ma anche come una “persona tranquilla”.

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