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Alfonso Sabella e le "vere" frasi su Virginia Raggi

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Passate le elezioni Alfonso Sabella ridimensiona le sue affermazioni nei confronti di Virginia Raggi dando la colpa, come nel più classico dei casi, all’Huffington Post. Sabella dice che, rispetto a quanto uscito nell’intervista, ad essere automatico non è l’avviso di garanzia ma l’avvio di un procedimento penale:
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Venerdì si è diffusa la notizia sugli incarichi che l’av v . Raggi aveva ottenuto dalla Asl di Civitavecchia, e diversi cronisti mi hanno chiesto se la vicenda poteva determinare profilidi incandidabilità o ineleggibilità. La mia risposta non poteva che essere negativa, non versandosi in un’ipotesi di reato contro la PA. Per quanto emergeva, Virginia Raggi nel2013 e2014 aveva,contrariamente al vero, attestato di “non aver ricoperto incarichi con oneri a carico della finanza pubblica”, mentre nel 2015 aveva reso una dichiarazione sul punto certamente incompleta (questione rilevante solo sul piano amministrativo, come ha correttamente segnalato Marco Lillo sul Tuo giornale) in quanto, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non aveva dichiarato né la data di conferimento dell’incarico, né la durata, né l’importo del compenso, ma aveva solo segnalato quanto fino a quel momento aveva percepito e la data di emissione della relativa fattura, dati irrilevanti per la legge sulla trasparenza, ma non certo per i cittadini che hanno il diritto di conoscere chi ti ha dato l’incarico, quando te lo hanno dato e quanto ci ricaverai. Poiché la legge Severino prevede che sia ineleggibile chi ha riportato una condanna per una pena superiore ai due anni, ho precisato che l’ipotesi delittuosa eventualmente ascrivibile all’avv. Raggi prevede una sanzione massima fino a due anni, ragion per cui anche in caso di una sua condanna definitiva non si sarebbero determinate le condizioni di legge.

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La dichiarazione dell’incarico da parte di Virginia Raggi sul sito del

In una lettera al direttore del Fatto, uscita dopo le critiche di Travaglio, Sabella così specifica:

Ho ovviamente aggiunto che tale ipotesi è punita solo a titolo di dolo, per cui l’avv. Raggi –laddove fosse riuscita a dimostrare di avere aver compreso male la comunque chiarissima legge e l’a lt re t ta nt o chiarissimo modulo –non sarebbe stata punibile. In presenza, però, di due dichiarazioni oggettivamente false, l’av vio di un procedimento penale è, a mio giudizio, inevitabile. Purtroppo l’articolo pubblicato online sull’Huffington Postper ragioni di semplificazione giornalistica, non è stato così puntuale e il redattore ha qualificato come atto dovuto non l’is crizi one nel registro degli indagati, ma l’a vviso di garanzia, che va emesso solo laddove ve ne sia la necessità processuale. Avuta contezza delle inesattezze nel pezzo ho provato a farlo correggere, ma ormai era troppo tardi, l’in t e r v i s t a era stata ripresa da siti e agenzie.

Non c’è però nessuna rettifica di Sabella né sul sito dell’HP né nelle agenzie. Strano. Avrebbe potuto mandarla lo stesso anche se l’intervista ormai si era diffusa. No?

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