Economia

Il grillino che lavorava in una finanziaria cancellata da Bankitalia

Dopo il caso di Francesco Bonifazi, che è socio di studio con il fratello di Maria Elena Boschi, Mattia Feltri sulla Stampa di oggi torna su un’altra stupefacente coincidenza che riguarda due membri della commissione: Alessio Villarosa del MoVimento 5 Stelle e Ippolita Ghedini, sorella di Niccolò, l’avvocato di Silvio Berlusconi.

Altro e non meno inappuntabile membro della commissione è il cinque stelle Alessio Villarosa, che ha fondato la sua esperienza parlamentare nella irriducibile lotta a Bankitalia, mentre fondò quella pre-parlamentare nella Idea Finanziaria del fratello Massimiliano, in cui lavorò un paio d’anni, e che poi è stata cancellata da Bankitalia per gravi irregolarità e sospetti d’usura, confermati dal tribunale civile, ai quali il nostro Villarosa è senz’altro estraneo. Ora, in commissione, continuerà a fare il contropelo a Bankitalia.

alessio villarosa movimento 5 stelle
La storia che racconta Feltri è stata circostanziata qualche tempo fa da L’Unità on line, che partiva dal racconto di quanto era scritto nel curriculum di Villarosa:

“Ho lavorato inizialmente per 4 anni presso una fabbrica di reti ortopediche – recita la sua bio consultabile sul sito Sicilia5stelle.it – e successivamente per 3 anni ho rivestito il ruolo di responsabile nazionale del settore ‘Carte di Pagamento’ presso un’importante società finanziaria italiana con sede a Roma”.
Il nome della suddetta società non viene citato sul sito in maniera immediata. Per capire di chi si tratta bisogna aprire il curriculum vitae. Dall’allegato si evince che il deputato grillino ha prestato servizio presso Idea Finanziaria Spa, una società specializzata in cessione del quinto, controllata dal gruppo Barclays attraverso la holding Eudea. Secondo quanto dichiarato nelle esperienze professionali Villarosa lì ha lavorato dal 2007 al 2009 avendo come mansioni la “Gestione e formazione della rete di agenzie affiliate”.
Va detto che Idea Finanziaria è una società di famiglia, visto che il presidente del consiglio di amministrazione è il fratello Massimiliano Villarosa. La società è stata recentemente oggetto di un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia e delle finanze e al ministro della Giustizia. A presentarla è stato Ferdinando Aiello, deputato del Pd, che ha chiesto verifiche e approfondimenti visto che a Idea finanziaria sono state imputate “numerose e gravi violazioni normative” ed “irregolarità nei rapporti contrattuali con la clientela“. L’accusa più grave è la violazione della disciplina antiriciclaggio. Tant’è che a seguito della vigilanza effettuata da Bankitalia tale società risulta essere stata cancellata dall’elenco degli intermediari dal ministero dell’Economia.

 
Ad essere stati rinviati a giudizio risultavano essere l’amministratore delegato della principale società coinvolta nella vicenda, appunto Idea Finanziaria, e il rappresentante per l’Italia di banca Barclays (poi entrambi prosciolti). E la sorella di Ghedini? Lei «è materia della commissione perché accettò consulenze da Veneto Banca, nonostante suo marito fosse procuratore capo di Treviso, dove Veneto Banca aveva sede e indisturbata faceva danni. I componenti di Forza Italia della commissione stabiliranno se ci fu almeno conflitto d’interessi». Specializzata in diritto di famiglia, Ippolita Ghedini è uno degli avvocati più noti di Padova. Tra le altre vicende ha seguito Silvio Berlusconi (che di Veneto Banca è azionista minoritario, tra l’altro) nelle pratiche per il divorzio da Veronica Lario. Il marito respinse le accuse di conflitto d’interessi in un’intervista al Mattino:

«Io mi occupo di penale, innanzitutto», dice Dalla Costa, «e mia moglie è un avvocato libero professionista che si occupa esclusivamente di diritto civile, ha un’attività sua, con un suo studio. Io lì non c’entro nulla. Inoltre, la mia carriera da magistrato si è sempre svolta al di fuori della città in cui lavora mia moglie, cioè Padova».
Quindi il fatto che sua moglie abbia lavorato per Veneto Banca non influenza l’attività della Procura che lei guida sul fronte delle indagini sull’istituto montebellunese?
«No, in alcun modo», taglia corto Dalla Costa, «Mia moglie ha ricevuto una proposta di collaborazione da Veneto Banca mi pare a settembre o ottobre del 2014, proposta che lei si è riservata di accettare dopo aver verificato eventuali situazioni di incompatibilità. Incompatibilità che non ci sono, alla luce delle stesse indicazioni del Consiglio superiore della magistratura quando un magistrato e un avvocato operano su settori diversi e soprattutto su città diverse. Io e mia moglie non abbiamo mai lavorato nello stesso ambito territoriale, fin da quando non c’era ancora l’incompatibilità tra coniugi. Poi ha ricevuto singoli incarichi professionali da Veneto Banca per recupero crediti, ma in una maniera assolutamente minoritaria rispetto a tutto il suo volume d’affari»

EDIT 5 novembre 2017: Alessio Villarosa, a colloquio con il Corriere della Sera, dà oggi la sua versione dei fatti

Ma non sarà un conflitto d’interessi?
«Ma quale conflitto — risponde Alessio Villarosa—. Stiamo parlando di una storia che risale a oltre dieci anni fa. Di una società nella quale ero un semplice dipendente: ci lavoravo guadagnando la bellezza di 1.100 euro al mese. Mio fratello è stato assolto perché non sussiste il fatto già in primo grado e non lavora più nel settore finanziario da molti anni. Il tribunale, infine, ha archiviato tutte le accuse anche contro la società. Insomma vi pare che questo possa costituire un conflitto di interessi? Vi sembra che questo caso possa paragonarsi a quello di Maria Elena Boschi? Noi stiamo indagando sulla banca dove c’era suo padre, non stiamo indagando su quella di mio fratello».
Villarosa sospetta un movente nei recenti attacchi: «Mi sento intimidito. Forse lo scopo è quello di allontanarmi dalla commissione banche».

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