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La mossa anti-Fontana del Partito Democratico: proporre Zan alla vicepresidenza della Camera

neXt quotidiano|

Alessandro Zan

All’interno del Partito Democratico si parla dell’ipotesi di proporre alla vicepresidenza della Camera Alessandro Zan, un politico con valori e idee opposte a quelle di Lorenzo Fontana, eletto oggi Presidente della Camera. Proprio oggi, dopo l’apertura della prima seduta per l’elezione del nuovo presidente della Camera, Zan ha esposto in aula uno striscione recante la scritta: «No a un presidente omofobo pro Putin», riferito anche alle posizioni ultraconservatrici di Fontana in materia di diritti LGBTQ+. Alessandro Zan è noto soprattutto per il disegno di legge Zan contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale, genere, identità di genere e abilismo affossato dal Senato lo scorso ottobre.

Le dichiarazioni di Alessandro Zan sull’elezione di Fontana come Presente della Camera

Il deputato del Partito Democratico ha detto ai giornalisti di LaPresse di essere molto preoccupato per l’elezione di Lorenzo Fondana alla terza carica dello Stato. «Ha costruito tutta la sua esistenza politica con messaggi di odio, di discriminazione nei confronti delle persone LGBTQ+ ma anche delle donne. Ricordo il congresso di Verno che ha ospitato gli integralisti di tutto il mondo, contro i diritti dell’aborto. C’è un network delle destre che va da Trump fino a Orbán e alla Polonia e Fontana ne è uno dei massimi sostenitori», ha detto Zan appena uscito da Montecitorio. «Fontana è stato eletto presidente della Camera e io ho il massimo rispetto per le istituzioni, spero che ci sia da parte sua un’apertura sul fronte dei diritti ma non ho grandi aspettative. Questa elezione rischia di legittimare gli omofobi di questo Paese o quelli che si sentono autorizzati da certi politici o certi discorsi d’odio a essere poi conseguenti con i loro discorsi di discriminazione e di violenza», ha concluso Zan.

Su Twitter, Zan aveva scritto: «La destra vuole eleggere un Presidente della Camera amico di Putin, contro i diritti delle donne, omofobo. Lo scivolamento verso Orban inizia affidando il Parlamento a due figure divisive e reazionarie. L’ossessione della destra contro i diritti emerge già nei primi due giorni».