Fatti

Albertini gela Salvini e non si candida: “Ma avrei scelto Sala come vice-sindaco”

Il leader della Lega aveva sostenuto la candidatura dell’ex primo cittadino di Milano alle prossime amministrative meneghini. Oggi il gran rifiuto, ma svela i dettagli sulla squadra che avrebbe portato a Palazzo Marino

Albertini

“Mi piacerebbe che possa essere un ottimo sindaco anche per il futuro”. Era il 16 aprile quando Matteo Salvini tentò di sparigliare le carte delle candidature a sindaco di Milano proponendo il nome di Gabriele Albertini. Da quel giorno ci sono stati molti incontri tra i due e tantissimi messaggi per confrontarsi sul futuro di Palazzo Marino. Alla fine, però, l’ex sindaco ha detto no, rifiutando la proposta e il corteggiamento politico del leader della Lega. E l’ulteriore doccia gelata arriva quando – neanche troppo a sorpresa – ha annunciato quale sarebbe stata la sua squadra per Milano.

Albertini gela Salvini: non sarà lui il candidato del Centrodestra per Milano

La decisione di Gabriele Albertini era trapelata già nella tarda serata di mercoledì, ma oggi è arrivata l’ufficialità con una lettera aperta inviata a Vittorio Feltri e pubblicata su Libero quotidiano. L’ex primo cittadino di Milano ha detto di non volere ri-scendere in campo perché preferisce rimanere in famiglia. Insomma, i tentativi di Salvini sono stati rispediti al mittente, così come accadde qualche settimana prima con Guido Bertolaso che, nel mese di marzo, utilizzò parole molto simili per rifiutare la candidatura a Sindaco di Roma.

Nella lettera aperte di Gabriele Albertini a Libero, però, c’è un passaggio fondamentale che mette un freno alla facile propaganda del leader del Carroccio (anche) su Milano.

“Se fossi stato candidato e se fossi stato eletto, ecco il mio primo atto, da sindaco di Milano: chiedere a Beppe Sala, d’entrare nella GiuntaMunicipale, come vicesindaco, d’unirsi a me nel Governo della Città, magari, accompagnato da alcuni assessori, suggeriti da Lui e/o dalle forze politiche responsabili che lo sostengono”.

Dunque, c’è quasi da pensare che per il Centrodestra questo passo indietro di Gabriele Albertini sia quasi salvifico. Cinque anni passati ad attaccare il primo cittadino di Milano per poi ritrovarselo in giunta con un ruolo fondamentale come quello di vice-sindaco. E anche con assessori proposti da lui.

(foto Ipp / Clemente Marmorino)