Economia

La domanda semplificata per gli aiuti a fondo perduto partite iva

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Il Sole 24 Ore spiega oggi che i requisiti previsti per le tre tipologie di aiuto da erogare con riferimento al mese di maggio, che si rivolgono a diverse categorie di partite Iva, seguono logiche simili ma con dettagli ed effetti differenti. Le partite Iva della gestione separata e i professionisti delle Casse privatizzate, ad esempio, non possono essere già pensionati per avere l’indennità, mentre per accedere al contributo a fondo perduto destinato agli autonomi questo vincolo non c’è.

Di conseguenza le partite Iva pensionate in ambito Inps possono far domanda per il contributo a fondo perduto, se hanno gli altri requisiti, mentre questa possibilità è espressamente vietata per gli iscritti alle Casse. Il limite di reddito, invece, si applica per l’accesso al contributo a fondo perduto ed è ben più elevato di quello per i professionisti degli Ordini che attualmente sono esclusi dall’aiuto loro destinato se nel 2018 hanno superato i 50mila euro. […]

Cambiano anche gli enti a cui vanno presentate le relative richieste: Inps per la gestione separata, agenzia delle Entrate per il contributo a fondo perduto, Cassa di previdenza a cui è iscritto il professionista per l’indennità che viene erogata nell’ambito del Fondo per il reddito di ultima istanza.

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Le regole dei tre strumenti (Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2020)

Sul contributo a fondo perduto è in dirittura d’arrivo il provvedimento delle Entrate con il modello per la presentazione della domanda per rispettare l’obiettivo di erogazione entro fine mese indicato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. La presentazione telematica potrà essere effettuata da professionisti e intermediari abilitati già con delega al cassetto fiscale o alla fattura elettronica. Ma anche l’intermediario non ancora delegato potrà “recuperare” nell’invio della domanda.

Oltre alla semplificazione dell’indicazione di un range e non del dato puntuale di ricavi o compensi 2019 (si veda anche «Il Sole 24 Ore» di ieri), nel calcolo per verificare che il dato di fatturato e corrispettivi di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi rispetto ad aprile 2019 si va verso la conferma del criterio indicato dalla circolare 9/E per la sospensione dei versamenti. Così andranno considerate le operazioni eseguite e fatturate o certificate, che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese, a cui andranno sommati i corrispettivi non rilevanti ai fini Iva. E nel calcolo dovrebbero entrare anche i valori delle note di debito (in aumento) e di credito (in diminuzione). In ogni caso il valore complessivo dovrebbe essere assunto al lordo dell’Iva anche per chi effettua cessioni con ventilazione: è il caso del commercio al dettaglio.

Mentre solo la pubblicazione del modello dovrebbe sciogliere il dubbio – posto dalle categorie produttive- se nel confronto dovranno essere computate o meno le cessioni di beni strumentali.

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