Opinioni

Come Agorà ha avuto il coraggio di spiegare il referendum del 17 aprile

Il referendum è finito ma non c’è nessun motivo per cui gente come Gerardo Greco debba andarsene in pace. Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto sanzioni nei confronti del conduttore di Agorà Gerardo Greco per il suo comportamento durante l’informazione per il referendum alla trasmissione Agorò. “Negli scorsi giorni il comportamento del conduttore di Agora’ Gerardo Greco è stato grave e deontologicamente scorretto. Si è reso responsabile prima di informazioni scorrette agli spettatori rispetto al referendum dello scorso 17 aprile, poi ha difeso le proprie posizioni dando altre informazioni sbagliate. Il suo comportamento ha contribuito alla disinformazione sul tema referendum: un comportamento di parte, del tutto alieno alle logiche del servizio pubblico”, affermano i parlamentari 5stelle in commissione di Vigilanza Rai annunciando il deposito un’interrogazione a prima firma Dalila Nesci. “Chiediamo – spiega Nesci – che intenda fare la Rai davanti ad un comportamento lesivo della dignità stessa del servizio pubblico radiotelevisivo. Come si puo’ affermare che un referendum nazionale riguardi solo alcune persone? Con questo atteggiamento ha inoltre svilito il lavoro di tutta la redazione e dei collaboratori. E’ inevitabile che il direttore di rete Daria Bignardi e il dg Antonio Campo Dall’Orto valutino sanzioni nei confronti del conduttore di Agora’”.

Il video di Gerardo Greco ad Agorà sul referendum

A sostegno della loro argomentazione i parlamentari 5Stelle hanno tra l’altro fatto circolare questo video che risale al 9 aprile scorso in cui prima Greco sostiene che a votare dovessero andare soltanto le regioni che avevano proposto il referendum, il che è una sciocchezza sesquipedale e anche la dimostrazione della mancata conoscenza delle regole basilari della Repubblica italiana. Poi, una volta corretto da Michele Emiliano ospite in collegamento, ha detto che il referendum “interessava” soltanto quelle regioni e che quindi la Lombardia, non avendo il mare, “sentiva” meno la consultazione.

E quando Emiliano nel video gli ha fatto notare che il discorso sull’interesse geografico al quesito, in un paese come l’Italia, era sbagliato, ha continuato prendendosela con “l’ipocrisia” di chi sosteneva questa tesi. Ce n’è abbastanza per segnalare che nell’occasione, e a differenza di altre, Greco è andato ben al di sotto dello standard minimo di equidistanza richiesto da chi lavora in un servizio pubblico.