Economia

Quelli che volevano tagliarvi le accise stanno per aumentare il costo del carburante

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Sarà contento di sapere il Popolo di Salvini che il primo consiglio dei ministri del governo Lega-M5S, così come l’ultimo, non ha mai tagliato le accise. In compenso però il governo studia come aumentare il carburante tagliando le agevolazioni fiscali che danneggiano l’ambiente.  Il piano, fa sapere oggi Repubblica in un articolo a firma di Roberto Petrini, è sul tavolo del governo — con la sponsorizzazione della sottosegretaria al Tesoro Laura Castelli (M5S) — e mette nel mirino almeno sette sconti, prevalentemente sull’Iva, che costano alle casse dello stato 16 miliardi l’anno.

L’obiettivo è quello di percorrere la strada già tracciata da diversi anni, ma mai portata a compimento, di una razionalizzazione delle detrazioni e deduzioni fiscali che pesano sul bilancio del 2019 54,9 miliardi e ammontano a 466 misure. «Stiamo lavorando sulle tax expenditures per una revisione complessiva in un’ottica di produttività ed efficienza», ha dichiarato nei giorni scorsi il premier Conte.

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Gli aumenti del carburante allo studio (La Repubblica, 24 febbraio 2019)

La prima misura è quella che riguarda l’equiparazione dell’accisa sul diesel e quella della benzina: il gasolio, come è noto, è più inquinante ma gode in Italia di uno sconto fiscale rispetto alla benzina del 23 per cento. È una agevolazione che costa allo Stato 4,9 miliardi all’anno. La seconda riguarda gli aerei: le compagnie non pagano l’accisa sul carburante delle loro flotte perché soggetta a completa esenzione.

Le conseguenze cadono sul bilancio dello Stato per 1,5 miliardi e sul relativo effetto serra. Stesso trattamento per le navi: gli armatori sono esenti dall’accisa sul bunker fuel, che contiene zolfo e nuoce all’ambiente, con un peso sulle casse dell’erario per 456 milioni. Beneficiano di uno sconto sui carburanti del 17,2 per cento anche i Tir, incoraggiando il traffico su gomma e alimentando consumi inquinanti.

La pacchia è finita per quelli delle accise. E per quelli che ci hanno creduto.

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