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"Deve delle spiegazioni e noi e ai suoi elettori", Bonelli e Fratoianni chiedono un faccia a faccia con Soumahoro

neXt quotidiano|

Aboubakar Soumahoro

Continuano i grattacapi per il deputato dell’alleanza Sinistra Italiana-Verdi Aboubakar Soumahoro, finito nel polverone dopo l’apertura da parte della Procura di Latina di un’indagine su due cooperative, Karibu e Consorzio Aid, gestite anche dalla suocera e dalla moglie di Soumahoro, Marie Terese Mukamitsindo e Liliane Murekatete. Come ribadito sin dall’inizio, l’ex sindacalista non risulterebbe né indagato né coinvolto in nessuna indagine, ma di certo tutta la questione non sta giovando affatto alla sua immagine.

Aboubakar Soumahoro, si moltiplicano le accuse contro il deputato

Anche perché sono diverse le testimonianze di chi è certo che Soumahoro fosse a conoscenza della cattiva gestione di quelle cooperative, dai mancati pagamenti alle irregolarità contrattuali (stipendi non erogati e lavoro in nero), fino ai maltrattamenti ai danni di alcuni minori, privati pure di acqua e luce. A peggiorare la sua situazione è la testimonianza di Youssef Kadmiri, 42 anni, un ingegnere nato a Marrakesh che si definisce vittima di quello sfruttamento:

“Ero operatore sociale, traducevo i ragazzi che venivano dalla Libia, dall’Albania, dal Bangladesh, dal Marocco. Ma poi facevo anche manutenzione. Le guardia la notte. L’orario non era giusto. Tante volte ho chiesto il contratto, sempre scuse. E lo stipendio di 1000-1200 euro non arrivava. Dicevano “mi dispiace”. Ma io dovevo pagare l’affitto. Dopo 6 mesi ho avuto 3000 euro. Poi niente. Per un anno e mezzo. Poi solo altri 3000”.

Denunce pubbliche che ora si sommano a racconti fatti da altri. Come quello di don Andrea Pupilla, responsabile della Caritas di San Severo che, ad AdnKronos, ha spiegato:

“L’attività di Soumahoro nei campi del foggiano, solo virtuale e tesa ad accendere fuochi, non l’abbiamo denunciata ora. Quando è stato candidato, ho scritto personalmente all’onorevole Fratoianni in privato, dicendogli che stavano facendo un autogol ma naturalmente non mi ha risposto: evidentemente ha prevalso il racconto virtuale del leader di una nuova sinistra. Nel virtuale molte cose sono costruite e artefatte ma poi la realtà è diversa. Noi nella realtà ci siamo da tempo, nel virtuale non ci rifugiamo”.

Nel frattempo proseguono le indagini per cercare di fare chiarezza sulla veridicità di tutte queste accuse. Di pari passo, però, va considerato l’elemento politico visto che ora Aboubakar Soumahoro è un deputato della Repubblica italiana. E Angelo Bonelli dei Verdi, il partito che lo ha candidato, prosegue percorrendo la sacrosanta strada del garantismo, ma vuole un faccia a faccia con il suo parlamentare per chiarire la sua posizione ed evitare l’effetto boomerang provocato dal video-sfogo pubblicato sui social qualche giorno fa.

“Siamo un’alleanza che fa del garantismo un principio importante. Certo è che abbiamo detto che c’è una questione politica su cui è necessario e urgente il confronto con Aboubakar che deve delle spiegazioni non solo a noi ma anche a chi ci ha votato e stiamo sollecitando affinché questo incontro si svolga il più rapidamente possibile. Serve un chiarimento per fare una valutazione rispetto a fatti gravi accaduti e che stanno emergendo dall’attività giudiziaria, e ringraziamo i magistrati che stanno svolgendo questa attività a cui va tutto il nostro supporto e sostegno, perché il tema dello sfruttamento dei migranti è una questione che non ci può lasciare assolutamente indifferenti, anzi ci indigna, e da questo punto di vista siamo assolutamente schierati da una parte con l’autorità giudiziaria e dall’altra dalla parte con chi ha subito sfruttamento. Per questo riteniamo che sia urgente un chiarimento, sollecitato più volte. Comprendiamo il suo stato d’animo ma il chiarimento è necessario, lo deve ai suoi colleghi e a chi ci ha votato”.