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Zaia metterà all’asta 32 immobili situati in centro, compreso palazzo Balbi, a discapito dei residenti

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La Regione Veneto metterà all’asta trentadue immobili situati nel centro di Venezia, compreso Palazzo Balbi. Tomaso Montanari racconta oggi sul Fatto che a Venezia c’è un’enorme fame di alloggi popolari:

Per questo è davvero incomprensibile la scelta della giunta regionale di Luca Zaia di continuare a svendere immobili pubblici (che invariabilmente finiscono in mano alla speculazione
che espelle i cittadini), invece di destinarli alla residenza. Ha un alto valore simbolico il fatto che sia stato messo in vendita perfino Palazzo Balbi: la dimora sul Canal Grande che ospita la sede della Regione e la dimora ufficiale del presidente.

Un palazzo diventato pubblico nel 1971: e la cui dismissione segna davvero la fine di un’idea di città pubblica, celebrando la resa di Venezia alla rendita privata. Ma ci sono soprattutto 32 proprietà della Ulss3 Serenissima (l’azienda sanitaria locale), per un valore di 13,4 milioni di euro. Si inzierà a battere all’asta 22 appartamenti nel centro storico, per un valore di 8,7 milioni di euro. Zaia esulta, notando chele alienazioni di patrimonio regionale del 2019 “ci hanno fatto superare la somma di 38 milioni dal 2010. Stiamo parlando di beni di cui è venuta meno la destinazione a pubblico servizio e l’interesse all’utilizzo istituzionale, ma dalla cui vendita si aprono nuovi investimenti in settori come la salute, il sociale, la scuola, l’ambiente e la protezione civile”.

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Una bassa retorica: che dimentica come l’investimento prioritario per Venezia è quello che la fa rimanere una città. Ha dunque tutte le ragioni la senatrice 5 Stelle Orietta Vanin a dire che “la Regione Veneto afferma che non esiste nessun accordo di prelazione da parte del Comune e che non lo si può favorire perché si creerebbe un danno erariale. La vendita all’asta degli immobili, che ha l’obiettivo di massimizzare le entrate, rischia di rinforzare ulteriormente l’offerta turistica a scapito dei suoi residenti che ogni anno, abbandonano affranti una città che non li sostiene con adeguate politiche residenziali! L’identità della città è data dai suoi abitanti, senza di essi si riduce ad un contenitore, vuoto”.

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