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A.S. Roma a Friedkin in un mese

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Ieri non è arrivato il comunicato ufficiale che in molti si attendevano per chiudere la vicenda dell’acquisto dell’A.S. Roma da parte di Dan Friedkin. E la Borsa ne ha risentito, visto che ieri il titolo è arrivato a 0,68 euro, in rialzo del 3,5%, spinta dalle voci di cessione del club – nell’ultimo mese +21,4 per cento – ma é ieri mattina i titoli avevano aperto a 0,71 euro. Il comunicato emesso dalla società, su richiesta Consob, ha confermato le trattative tra il gruppo di investitori guidati da James Pallotta e il ricco, anche se sconosciuto, Thomas Daniel Friedkin, 54 anni, mestiere ufficiale importatore di Toyota nel Texas e in altri quattro Stati americani del Sud, nonché produttore di tre film.

A.S. Roma a Friedkin in un mese

Oggi Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore scrive che il comunicato è stato diffuso a nome della holding americana al vertice della piramide che controlla i giallorossi, la As Roma Spv Llc, con sede nel Delaware. E il problema è che l’accordo sul prezzo in realtà ancora non è stato raggiunto:

È questa che conduce le trattative per cedere il 100% della controllata Neep Roma Holding Spa, la società romana domiciliata presso lo studio legale Tonucci, che detiene l’83,28% della squadra di calcio (un 3,29% ulteriore è posseduto dalla società del Delaware), il 100% di As Roma Real Estate, proprietaria del centro sportivo di Trigoria (per il quale la Roma paga ogni anno un affitto di 2,7 milioni di euro) e il 100% di Tdv Spa, la società costituita per fare lo «Stadio della Roma» a Tor di Valle. Questo è il perimetro delle attività da vendere. Non ci sarebbe ancora un accordo sul prezzo.

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Ryan e Dan Friedkin (Il Messaggero, 31 dicembre 2019)

Una valutazione complessiva della transazione intorno ai 750 milioni di euro è considerata realistica da una fonte vicina alla trattativa. Questa cifra comprende anche il rimborso che Friedkin riconoscerebbe a Pallotta per i costi già sostenuti per lo stadio, circa 70 milioni. Per arrivare all’esborso per l’As Roma – il dato più sensibile perché la società è quotata e ci sarebbe l’obbligo di Opa sul flottante – bisogna ancora sottrarre dal totale i 150 milioni dell’aumento di capitale previsto entro la fine del 2020 (già deliberato dai soci) e i debiti finanziari del gruppo As Roma, che a fine settembre erano 272 milioni al netto della liquidità e dei crediti finanziari a lungo termine.

Attenzione, però. La valutazione di 750 milioni (che secondo altri sarebbe di 790) non è il prezzo d’acquisto perché da questo devono essere sottratti, appunto, i crediti finanziari a lungo termine. Il vero prezzo sarebbe quindi di 270 milioni. E per la trattativa, secondo il quotidiano di Confindustria, potrebbe volerci altro tempo:

Un punto chiave è lo stadio. Il progetto ha bisogno dell’approvazione della Convenzione urbanistica con il Comune e della Conferenza dei servizi della Regione Lazio. Secondo una fonte qualificata la trattativa si potrebbe chiudere appena si hanno «conferme» per lo stadio. Per questo occorrerebbero però diverse settimane. E anche per la «due diligence legale» servirebbe almeno un mese, ci sono 12 società da analizzare. Difficile che l’operazione possa chiudersi prima della fine del calciomercato di gennaio, che tiene con il fiato sospeso i tifosi desiderosi di rilancio.

Dan e Ryan Friedkin: l’acquisto della A.S. Roma

E mentre spunta anche un ritratto di Debra L. Friedkin, moglie di Dan e archeologa ambientalista che cura un sito che si trova dalle parti di Buttermilk Creek, mentre il luogo si chiama Monte Verde come il quartiere di Roma, Il Messaggero riporta un virgolettato assai ambizioso del nuovo padrone dei giallorossi: «Non voglio illudere i tifosi, ma sono animato da grandi progetti: nel più breve tempo possibile regaleremo ai tifosi giallorossi il quarto scudetto che sognano dal 2001».

Da ieri il negoziato, confermato ieri mattina dalla società giallorossa prima dell’apertura del mercato su richiesta della Consob,è sul tavolo dei legali perla stesura del contratto contenente tutte le modalità dell’operazione e le clausole di salvaguardia, cioè la regolamentazione del passaggio di proprietà. Per esempio dalle modalità di pagamento del prezzo, allo stipendio dei calciatori nel mese di dicembre durante il quale proprietario era Pallotta, alla sottoscrizione dell’aumento di capitale da 150milioni di cui la tranche di gennaio è di 15 milioni. Non solo.

dan friedkin

La regolamentazione del contenzioso in essere alla firma e delle eventuali controversie che emergeranno in seguito ma imputabili alla gestione precedente, la definizione della nuova governance come i tempi per le dimissioni degli attuali 15 membri del cda espressione di Pallotta e la convocazione dell’assemblea dei soci per eleggere il nuovo consiglio. Già uno dei passaggi cruciali in queste fasi di transizione riguarda la gestione nel periodo successivo al passaggio di consegne. Siccome non è un’auto di cui l’acquirente entra in possesso uscendo dalla concessionaria e può decidere tutto da subito, bisognerà disciplinare tutti gli adempimenti da svolgere fino a quando la nuova proprietà non si insedia. Di solito, il padrone uscente svolge l’ordinaria amministrazione in stretto raccordo con il successore, evitando decisioni straordinarie. E anche questo andrà precisato nei particolari.

E il calciomercato invece? Se questi sono i tempi non dovrebbe esserci la possibilità di intervenire per la nuova proprietà in questa finestra. Nella prossima dovranno sciogliersi i nodi del Financial Fair Play.

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