Economia

Taglio del cuneo fiscale: 40 euro in più ai redditi bassi

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Con il taglio del cuneo fiscale il governo Conte BIS promette 40 euro in più ai redditi bassi. Scrive oggi Repubblica che tre sono le fasce di lavoratori dipendenti potenzialmente interessate al taglio, che può tradursi alternativamente in più alte detrazioni Irpef, in un nuovo bonus, oppure in uno sconto sui contributi versati dal lavoratore: l’esercito del bonus Renzi, ossia gli 11 milioni 700 mila contribuenti che beneficiano degli 80 euro al mese: hanno redditi che vanno da 8.174 euro l’anno (soglia sotto la quale non si paga l’Irpef) a 24.600 euro, e fino a 26.600 in misura ridotta. Al di sopra di questa fascia medio-bassa, ci sono 3 milioni 400 mila dipendenti che guadagnano, al lordo delle tasse, tra 26.600 e 35 mila euro. Al di sotto, troviamo invece coloro che pur avendo un lavoro dipendente sono incapienti, ossia hanno un reddito talmente basso (sotto gli 8.174 euro) che non sono tenuti a pagare l’Irpef. Sono 3 milioni 800 mila.

La prima soluzione, caldeggiata da non pochi esponenti della maggioranza giallo-rossa — sarebbe quella di beneficiare i redditi medio-bassi, ossia gli 11,7 milioni del bonus Renzi. Concentrare su di loro tutti i 3 miliardi del 2020 e i 5,3 del 2021, significa assicurare a quei lavoratori dipendenti una quarantina di euro a testa al mese: l’anno prossimo solo per il semestre tra luglio e dicembre, e nel 2021 per tutto l’anno.

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Il taglio al cuneo fiscale: 3 ipotesi (La Repubblica, 15 ottobre 2019)

L’obiezione a uno scenario del genere è che, proprio perché la volta scorsa (con il governo Renzi) sono stati esclusi i ceti medi al di sopra dei 26.600 euro, oggi bisogna in qualche misura aiutare anche loro. Questo significa spacchettare il tesoretto da 3 miliardi del prossimo anno in due parti. Una fetta (ad esempio 2,1 miliardi) potrebbe andare ai beneficiari del bonus Renzi in modo da aggiungere agli 80 euro al mese di cui già beneficiano altri 30 euro. Un extrabonus minore di questo assumerebbe solo il significato di una mancia. La fetta restante (900 milioni) verrebbe invece distribuita ai redditi un po’ più alti, tra 26.600 e 35 mila euro, e a ciascuno spetterebbero poco più di 40 euro al mese tra luglio e dicembre.

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