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Le zone rosse e rosso scuro in Europa

Anche l’Europa e non solo l’Italia sarà divisa in zone. Come spiega Alberto D’Argenio su Repubblica, ieri in un video summit dedicato al Covid convocato dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sono state prese decisioni drastiche per contrastare la diffusione delle varianti del Coronavirus già presenti in molti paesi europei. Per questo motivo verranno limitati i viaggi…

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Anche l’Europa e non solo l’Italia sarà divisa in zone. Come spiega Alberto D’Argenio su Repubblica, ieri in un video summit dedicato al Covid convocato dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, sono state prese decisioni drastiche per contrastare la diffusione delle varianti del Coronavirus già presenti in molti paesi europei. Per questo motivo verranno limitati i viaggi non necessari, dividendo la UE in zone di rischio simili a quelle italiane con misure restrittive che vanno dall’introduzione di test obbligatori alla partenza e alla quarantena all’arrivo:

Per evitare una nuova e dannosa frantumazione di Schengen, i leader si sono impegnati a mantenere aperte le frontiere interne ma hanno deciso di scoraggiare i viaggi non essenziali: resteranno possibili quelli per lavoro e per la circolazione delle merci. Gli europei si preparano anche a blindare ulteriormente le frontiere esterne dell’Unione. L’Olanda ha già chiuso i voli da 17 nazioni extra-Ue, come Regno Unito e Sud Africa. Su spinta di Merkel e Macron i leader hanno deciso di introdurre zone rosso scuro nella mappa del virus dalle quali saranno obbligatori tampone e quarantena. Inoltre è arrivato il via libera al mutuo riconoscimento dei test rapidi tra partner europei, premessa ad eventuali check point medici generalizzati ai confini interni. Prematura l’ipotesi di passaporti vaccinali per circolare saltando i controlli sostenuta dai paesi del Sud a vocazione turistica e respinta dai nordici per ragioni legali (potrebbero essere discriminatori), scientifiche (non è ancora certo che chi si vaccina non trasmetta il virus) e politiche (suonerebbe come un obbligo indiretto all’immunizzazione).