Opinioni

La valanga dei renziani su Zingaretti che osa parlare di Macron

Ha cominciato alle 10 del mattino Roberto Giachetti, che con la tecnica tipica della Prima Repubblica nemmeno lo ha nominato: “Lanciare la propria candidatura alla Giuda dal PD attaccando Macron, che al momento è tra i pochi argini ai nazionalismi, Italia compresa, mi sembra una cosa geniale. #Famosedermale”. Il bersaglio dell’uscita di Giachetti è Nicola Zingaretti e ci si riferisce alla sua intervista su Repubblica.

zingaretti macron

Per una straordinaria casualità che non staremo qui a spiegarvi perché si vede a occhio nudo che è un caso, ha continuato Alessia Morani con un argomento straordinariamente simile a quello di Giachetti, ma aggiungendoci anche altro per non far pensare male:

alessia morani zingaretti macron

La sagra delle incredibili coincidenze renziane prosegue con Simona Malpezzi:

malpezzi macron zingaretti

A questo punto magari potrete pensare che oggi la Ascani si sia dimenticata la password di Twitter. E invece no:

anna ascani

Ovviamente Sandro Gozi l’ha presa addirittura come un affronto personale, che il capogruppo al Senato Andrea Marcucci si è affrettato a quotare, così come Stefano Esposito che da quando ha lasciato la politica (AHAHAHAHAHA) dopo la sconfitta nel collegio in Piemonte, è sempre così pacifico: “Sono davvero incredulo. Macron avrà certamente di limiti ma oggi il dibattito è tra #Salvini #Orban e #Macron e non ci dovrebbe essere nessun dubbio da che parte stare. Se questa è la sinistra credo che possiamo serenamente fare altro”.

sandro gozi

A questo punto voi direte: e Matteo Renzi News chi è, il figlio della serva? Certo che non lo è:

matteo renzi news

A questo punto voi direte: ok, ma cosa ha detto Zingaretti riguardo Macron e perché nessun renziano cita il testo dell’intervista? Gli ha augurato la morte, la scabbia o una malattia venerea? Leggiamo testualmente dall’intervista rilasciata a Giovanna Casadio su Repubblica:

Salvini si allea con Orbán: è l’asse sovranista. Le forze progressiste dovrebbero fare fronte comune anche con Macron alle europee del 2019?
«Le forze progressiste innanzitutto devono ritrovare tra di loro un ampia sintonia. La Ue si è piegata troppo agli interessi della Germania, alla politica di austerità, ai bassi interessi sui titoli tedeschi, all’assillo sull’inflazione che alla fine ha determinato una deflazione. Sono peggiorate le vite di una parte grande di europei. L’Europa su questo deve scegliere un indirizzo chiaro. E questo è il senso delle prossime elezioni. Ciò non esclude, a mio avviso, una alleanza politica con Macron anzi, in una parte lunga di questa legislatura europea noi abbiamo governato d’intesa con i popolari. Sulla difesa dell’Europa con Macron ci sono punti maggiori di contatto. Escludo invece di fare come Macron. La nostra storia e il nostro futuro non si può infilare dentro a quel modello elitario, repubblicano ma rappresentativo dei piani alti della società francese. Ricordo che Macron al primo turno ha preso il 24% con un esiguo consenso tra i lavoratori e i ceti popolari».

Sì, Zingaretti ha davvero detto solo questo.

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Mario Neri

Mario Neri è uno pseudonimo. La foto di Cattivik che usa come immagine del profilo lo rappresenta pienamente