Economia

Yanis Varoufakis: la dichiarazione di guerra alla Trojka

«Il governo greco non ha intenzione di lavorare con un comitato che non ha ragione di esistere anche dal punto di vista del Parlamento europeo»: il ministro delle finanze del governo Tsipras Yanis Varoufakis accende le polveri dello scontro tra la Grecia e le istituzioni internazionali. In una conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro ad Atene con il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem il ministro greco ha anche ribadito che la Grecia punta ad avere i conti pubblici in equilibrio, ma «non ha intenzione di cooperare con la missione della trojka dei creditori internazionali, che si era detta disponibile a una nuova visita ad Atene prima dell’esborso dell’ultima tranche di prestiti da 7 miliardi di euro.
 
YANIS VAROUFAKIS: LA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA TROJKA
«Ignorare gli accordi non è la migliore strada da percorrere», ha risposto Dijsselbloem: «Con iniziative unilaterali non potrà esserci sviluppo. Per la Grecia è fondamentale non tornare indietro rispetto a quanto fatto negli ultimi anni. A questo punto è il governo ellenico a dover decidere. Dijsselbloem ha comunque detto che i membri della zona euro e la Grecia hanno interessi “comuni” e il primo interesse comune è che il paese resti nell’unione monetaria. «La nostra intenzione – ha detto ancora Varoufakis – è di convincere i partner che trovare una soluzione è nel nostro interesse comune. Interesse che sarà raggiunto da un accordo che scaturirà dalle trattative tra tutti i partner europei ai quali ci presenteremo mirando all’interesse dell’Europa». In mattinata un comunicato del ministero delle finanze aveva detto che l’incontro tra Varoufakis e Dijesselbloem «aprirà i negoziati con i partner della Grecia per giungere ad un accordo totale e sostenibile per la ricostruzione dell’economia sociale del paese nell’ambito di un’Europa in evoluzione». «Questa piattaforma ci ha consentito di guadagnare la fiducia del popolo greco», ha detto ancora Varoufakis durante la conferenza stampa, «la nostra prima azione come governo non sarà chiedere un’estensione del programma contraddicendo l’averlo messo in dubbio». Il ministro greco ha detto di aver avuto «ottime sensazioni» al termine di un incontro che ha definito «una base per discussioni costruttive».

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Chi detiene il debito pubblico della Grecia (Corriere della Sera, 5 gennaio 2015)

LA TRATTATIVA
Intanto il nuovo primo ministro greco, Alexis Tsipras, sarà a Bruxelles la settimana prossima per incontri con le istituzioni Ue. Lo ha detto oggi il portavoce del presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, sottolineando che nella telefonata tra Juncker e Tsipras di lunedì scorso i due «hanno concordato di vedersi la settimana prossima a Bruxelles» anche se la data precisa non è ancora stata definita. Un allungamento delle scadenze sul debito greco «ha senso soltanto se Atene accetta di implementare le riforme», ha detto oggi il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, secondo il quale una discussione sull’haircut o una conferenza internazionale sul debito greco «non sono realistiche». I segnali ci sono. Chissà se sono di incontro o di scontro.