Fatti

Lo yacht ormeggiato a Marina di Carrara che il New York Times sostiene appartenere a Putin

neXt quotidiano|

Scheherazade yacht putin marina di carrara

“I vertici di The Italian Sea Group mi hanno assicurato di aver messo a disposizione tutto il materiale necessario alle indagini. La disponibilità della proprietà del cantiere e lo scrupoloso lavoro delle nostre autorità sono una garanzia per tutti noi e sono certo che questa vicenda è stata e sarà gestita con l’attenzione e la serietà che merita”. Il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, risponde alle notizie riportate dal New York Times secondo le quali nei bacini del cantiere privato di The Italian Sea Group a Marina di Carrara sarebbe ormeggiato lo yacht ‘Scheherazade’ riconducibile al presidente russo Vladimir Putin.

Lo yacht ormeggiato a Marina di Carrara che il New York Times dice appartenere a Putin

“Come amministrazione comunale – aggiunge De Pasquale – non abbiamo alcuna giurisdizione in materia ma, da pacifista convinto e da obiettore di coscienza, voglio cogliere anche questa occasione per condannare ancora una volta quanto sta accadendo in Ucraina dove è in corso una guerra che mina i valori fondanti della nostra Europa”.


L’azienda già lo scorso 10 marzo aveva affermato che “in funzione della documentazione di cui dispone e a seguito di quanto emerso dai controlli effettuati dalle autorità competenti, lo yacht di 140 metri ‘Scheherazade’, attualmente in cantiere per attività di manutenzione, non è riconducibile alla proprietà del presidente russo Vladimir Putin”. Se lo fosse stato, sarebbe dovuto essere confiscato come conseguenza delle sanzioni dell’Unione europea inflitte agli oligarchi russi e al presidente in persona. Le notizie del New York Times si basano su un’analisi della Fondazione Anticorruzione di Alexey Navalny, coordinata da Maria Pevchikh e Georgy Alburov, che sostiene come lo studio dell’equipaggio dimostrerebbe che il presidente russo sia il reale possessore della mega imbarcazione. Molti di loro infatti lavorano per l’Fso, il Servizio di protezione federale, l’agenzia che secondo Navalny “protegge Putin e organizza la sua vita”.