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Whatsapp e la fake news del viadotto di Sori a rischio crollo e con un pilone pieno d’acqua

Un messaggio vocale su Whatsapp mette in guardia sulla pericolosità di un viadotto di Sori, sull’autostrada A12 Genova-Rosignano Marittima. Nel messaggio vocale si sente la voce di una donna che dice: «Scusate, approfitto del gruppo per una cosa che non c’entra con la scuola»

Un audio su Whatsapp che diventa subito virale e passa di telefono e telefono, ma è una fake news. E i carabinieri di Sori, in provincia di Genova, che aprono un’indagine per procurato allarme. In Liguria è accaduto anche questo: un messaggio vocale dai toni allarmistici mette in guardia sulla pericolosità di un viadotto di Sori, sull’autostrada A12 Genova-Rosignano Marittima. Nel messaggio vocale si sente la voce di una donna che dice: «Scusate, approfitto del gruppo per una cosa che non c’entra con la scuola ma che penso sia ancora più importante della scuola. Ho parlato stamattina con mio marito che ha un amico geologo e gli ha detto assolutamente di non prendere il ponte sull’autostrada, quello di Sori per andare a Genova, perché attualmente dopo questo mese di piogge era già pericoloso all’80%, è arrivato a una pericolosità del 160% e ha un pilone completamente pieno d’acqua. Mi ha detto avvisa più persone che puoi di non prendere assolutamente l’autostrada».

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Il Secolo XIX racconta anche di un altro pseudo-esperto che giura di «aver diretto i controlli sui viadotti» e replica alla dichiarazione della donna confermando «la condizione di criticità del ponte dell’A12». Ma aggiunge di essere stato lui, insieme a un altro tecnico (poi esautorato da Autostrade), «ad aver lanciato un grido d’allarme inascoltato anche per il Morandi».

I carabinieri di Pieve Ligure e Recco, che fanno capo alla compagnia di Santa Margherita Ligure (diretti dal capitano Simone Clemente), dopo poche ore e attraverso l’analisi delle chat su cui è stato diffuso lo stesso messaggio audio, sono riusciti a rintracciare l’autrice. Nei guai è finita una casalinga di 37 anni, originaria di Recco ma residente nell’entroterra. Quando è arrivata in caserma, la donna ha provato a giustificarsi, spiegando di non aver voluto in alcun modo scatenare il panico. E ha ribadito: «Un geologo (presunto, secondo gli inquirenti, e non individuato, ndr) è andato in negozio da mio marito e gli ha sconsigliato di passare su quel viadotto, dicendogli di mettere in guardia tutti i nostri amici. Mi sembrava giusto informare chi conoscevo di questo rischio».

Giustificazioni, però, che non le sono servite a evitare l’accusa. Per la donna, infatti, è scattata la segnalazione alla magistratura, come premesso, per procurato allarme. «Si sarebbe dovuta rivolgere alle autorità competenti, prima di diffondere un messaggio del genere», spiega un investigatore al Secolo XIX. Per individuarla, i militari hanno iniziato a censire orari e numeri di telefono delle decine di messaggi con cui è stato diffuso l’audio. Sono risaliti così all’intervallo fra le 8 e le 8.30. Hanno contattato tutti coloro che, in quel momento, hanno inviato il messaggio, chiedendo loro da chi lo avessero ricevuto. E sono risaliti a una donna che lo aveva pubblicato sulla chat dei membri d’un gruppo sportivo recchese. Lo aveva ricevuto dalla casalinga, poi individuata.

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