Opinioni

E il Washington Post ci ride dietro per la storia delle prostitute a Roma

«La Città eterna si scontra con la professione più antica del mondo e le scintille volano»: così comincia un articolo pubblicato ieri sul Washington Post che parla della zona per le prostitute all’Eur nel frattempo andata a puttane finita come è finita a causa dell’incapacità del Partito Democratico romano (e nazionale) di rappresentare una vera forza di cambiamento nelle piccole come nelle grandi cose. Il Washington Post raccoglie pareri pro e contro l’iniziativa tra cui quello del sindaco Ignazio Marino, secondo il quale «un piano imperfetto è meglio di niente» per poi concludere che «lo scontro creato dal progetto sta portando in superficie l’ interrogativo scomodo della prostituzione dilagante in un paese che ha una incredibile difficoltà a parlare di sesso, a dispetto dell’essere la patria di una certa vena di machismo».
prostitute a roma
Secondo il quotidiano, poi, un rappresentante del governo italiano a Roma – che, aggiunge perfidamente il WaPo, è guidato da Matteo Renzi, ex boy scout e devoto cattolico – ha cercato di bloccare il piano, anche se i politici locali hanno assicurato di avere i mezzi legali per continuare nel progetto. In una serie di editoriali e pubbliche reprimende, scrive sempre il Washington Post, la Chiesa cattolica ha criticato la scelta del Municipio romano, dicendo che invece l’Italia dovrebbe vietare la prostituzione. L’articolo si chiude con il sindaco Marino che dice che non si possono lasciare le cose come stanno, e che bisogna fare qualcosa. Aspettiamo che qualcuno finalmente la faccia.

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