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Vladimir Putin ha dichiarato la legge marziale nei quattro territori ucraini annessi

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Vladimir Putin legge marziale Ucraina

Politicanti italiani, nonostante le evidenze, continuano a parlare di lui come di un “uomo di pace” (cit. Silvio Berlusconi). Parole al vento che si scontrano con i fatti. Perché oltre le angherie (per usare un eufemismo) dell’invasione e della guerra contro l’Ucraina, Vladimir Putin prosegue giorno dopo giorno a rendersi protagonista di scelte dittatoriali. L’ultima è stata annunciata oggi stesso dal Cremlino: la legge marziale nei quattro territori ucraini annessi alla Russia dopo i “referendum” dello scorso mese.

Vladimir Putin dichiara la legge marziale nei territori ucraini annessi

La legge marziale, dunque, entrerà in vigore da domani – giovedì 20 ottobre – nelle regioni di Kherson, Zaporizhzhia, Luhansk e Donetsk. Si tratta dei quattro territori in cui si sono svolti quei referendum (non riconosciuti dalla stragrande maggioranza degli Stati della Comunità internazionale) nelle zone maggiormente colpite dagli attacchi missilistici (e di terra) da parte delle milizie russe inviate dal Cremlino durante questa guerra iniziata all’alba dello scorso 24 febbraio.

E non solo: perché oltre alla legge marziale in queste quattro zone annesse, Vladimir Putin ha anche dichiarato l’introduzione di alcuni elementi di questa legge come il “livello medio di reazione” e una “mobilitazione economica”, in altre otto regioni (Crimea, Krasnodar, Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kursk, Rostov e Sebastopoli). Si tratta di zone che confinano proprio con l’Ucraina. Insomma, questo è quanto deciso da colui il quale è stato definito “uomo di pace”.

Cosa vuol dire e cosa cambia

Come riporta Il Corriere della Sera, l’introduzione della legge marziale nelle regioni dell’Ucraina annesse comporterà:

restrizioni al movimento delle persone e al traffico di mezzi, l’aumento della possibilità di ispezioni a bordo, il divieto di assembramenti, una censura ancora più stretta e poteri più estesi per le autorità di polizia.

L’obiettivo, dunque, è quello di sedare qualsiasi ipotesi di manifestazione all’interno di quei territori e un controllo assiduo del territorio per spegnere sul nascere di ogni possibile protesta. Questo è quel che ha deciso “l’uomo di pace”.