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Per procedere contro il padre di Dibba serve l’ok di Bonafede (che tarda)

vittorio di battista alessandro di battista

Il Messaggero ci fa sapere che la vicenda delle minacce alla presidenza della Repubblica da parte di Vittorio Di Battista, padre di Alessandro Di Battista, sta subendo un curiosissimo impasse a causa del ministero della Giustizia retto da Alfonso Bonafede:

La vicenda risale ai giorni della formazione del governo, quando, assieme a decine di altre persone, il padre di Alessandro Di Battista, Vittorio, si lasciò andare a insulti nei confronti del Quirinale: «Mister Allegria, fai il tuo dovere e non avrai seccature», aveva scritto.

Dopo l’iscrizione al registro degli indagati per offese al prestigio e all’onore del presidente della Repubblica, il pm titolare del fascicolo, Francesco Dall’Olio, all’inizio di luglio ha mandato l’intero incartamento al ministero della Giustizia che, per legge, deve valutare l’autorizzazione a procedere nei reati che hanno il Quirinale come parte offesa.

mattarella

La richiesta però, almeno fino a ieri, risultava ancora senza risposta. Gli uffici di via Arenula fanno sapere che non è stata presa nessuna decisione favorevole o contraria, ma che le richieste saranno valutate tutte insieme.

Nel post contro il presidente della Repubblica, Vittorio Di Battista proponeva anche un assalto al Quirinale: «È più di una Bastiglia, ha quadri, arazzi,tappeti e statue. Se il popolo incazzato dovesse assaltarlo, altro che mattoni».

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