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Se Petrocelli non lascia la Commissione Esteri, i senatori si dimettono e lo lasciano solo

Tutti i membri della Commissione presieduta a Palazzo Madama dall’ormai ex pentastellato stanno lasciando il loro incarico. Ma lui non demorde

vito petrocelli

La Commissione Esteri di Palazzo Madama rischia lo stallo. Dopo le polemiche e l’annuncio della sua espulsione dal MoVimento 5 Stelle per via (anche) di quel post inneggiante alla Russia di Putin – con quella “Z” maiuscola, simbolo dell’invasione in Ucraina, utilizzata in occasione della festa della Liberazione dello scorso 25 aprile -, Vito Petrocelli non ha alcuna intenzione di lasciare il sui posto di Presidente di Commissione al Senato. E ora, alla spicciolata, praticamente tutti i partiti (di maggioranza e opposizione) hanno deciso di ritirare i loro senatori da quella Commissione.

Vito Petrocelli non si dimette, i senatori lasciano la Commissione Esteri

“Io intendo in ogni caso fare ricorso alla Corte costituzionale. Sentirò il legale di mia fiducia”, ha dichiarato Vito Petrocelli dopo le polemiche. La maggior parte, praticamente tutti, i senatori suoi colleghi alla Commissione Esteri hanno consegnato le loro dimissioni e ora le riunioni in programma sono saltate, vista l’assenza di parlamentari incaricati. Il Partito Democratico, come spiegato dal capogruppo dem in Commissione Alessandro Alfieri, già nella giornata di ieri ha lasciato vacanti le proprie poltrone:

“Abbiamo già rassegnato le nostre dimissioni nelle mani della presidente del gruppo Simona Malpezzi e non parteciperemo ai lavori della commissione Esteri finché non si risolverà la questione della presidenza Petrocelli”.

Alfieri, Zanda e Porta non fanno più parte della Commissione Esteri. E, alla spicciolata, anche tutti gli altri partiti hanno fatto la stessa identica mossa. Per la Lega hanno lasciato Matteo Salvini, Tony Chike Iwobi, Stefano Lucidi e Manuel Vescovi. Anche da Fratelli d’Italia sono arrivate le dimissioni dell’unico membro del partito in Commissioni Esteri a Palazzo Madama, Adolfo Urso. Così come sono arrivate quelle dei tre senatori di Forza Italia: Stefania Craxi, Adriano Galliani ed Enrico Aimi.

Prima di tutti, però, si era mosso Pier Ferdinando Casini che aveva abbandonato il suo ruolo subito dopo le polemiche iniziali per quelle parole scritte da Vito Petrocelli sui social. Per quel che riguarda il MoVimento 5 Stelle, ormai ex partito del senatore e Presidente della Commissione Esteri a Palazzo Madama, Giuseppe Conte ha assicurato che tutti i suoi parlamentari si sarebbero dimessi. C’era un unico dubbio attorno alla figura di Alberto Airola che, però, sembra aver intenzione di seguire i suoi colleghi di partito. Insomma, Petrocelli è rimasto solo. Ma lui fa spallucce:

“Le dimissioni dei colleghi sono una loro scelta, e anche una grande responsabilità. Solo per aver votato contro alla risoluzione contro le armi sono già stato etichettato come filo-russo e filo-putiniano, molto francamente credo che tutto ciò sia stato montato per far decadere un esponente della maggioranza che non si riconosce più nella maggioranza. Mi sta bene, ma mi fa pena per la struttura di questa istituzione”.

Nessun riferimento e nessun pentimento per quel tweet con la “Z” che simboleggia l’invasione russa in Ucraina in occasione del 25 aprile.