Fact checking

Vitalizi, democratici sull'orlo di una crisi di nervi

giulio occhionero

Dopo aver toccato il fondo si può sempre cominciare a scavare. Ieri Matteo Renzi, in una surreale intervista via sms con Giovanni Floris, ha sostenuto di non avere preferenze nel votare nel 2017 o nel 2018 (dopo aver detto il contrario negli ultimi due mesi) ma ha fatto sapere di voler evitare “che scattino i vitalizi perché sarebbe ingiusto verso i cittadini”. In realtà, come sappiamo, il vitalizio inteso come rendita parzialmente alimentata da un prelievo sull’indennità del periodo di esercizio della carica che veniva erogata sotto una certa soglia di età è stato abolito nella riforma del 2012, che ha introdotto il metodo di calcolo contributivo: oggi il diritto al trattamento pensionistico si matura al conseguimento di un duplice requisito, anagrafico e contributivo.

matteo renzi vitalizi
La risposta all’sms di Floris di Matteo Renzi sui vitalizi (foto da: Polisblog)

Quella di Renzi quindi è una fake news, utilizzata per fare propaganda e inseguendo chi questo argomento l’ha cavalcato negli ultimi due mesi: il MoVimento 5 Stelle. Com’era naturale, la fregnaccia di Renzi ha scatenato la reazione di molti deputati democratici; ad esempio Marco Miccoli, che ha invitato su Facebook il segretario a evitare di inseguire i grillini che a parole tanto odia:

“Caro segretario, se vuoi competere con Grillo e Di Battista sul ‘massacra il parlamentare’, oltre a dire che sono una vergogna i vitalizi (che non ci sono piu’ dal 2012), dovresti anche dire che lo sono le scorte (che i parlamentari non hanno), il fatto che non paghino il ristorante (che invece pagano ed e’ anche di qualita’ scadente) e che la devono smettere di far curare gli amanti e le amanti con l’assistenza sanitaria della Camera (cosa ovviamente non prevista dal regolamento). E poi fidati, in questo paese, alle copie sbiadite gli elettori preferiscono sempre l’originale. Un abbraccio fraterno”.

Anche la renziana Anna Ascani ha scelto Facebook per spiegare la sua posizione: «Ora, con tutto l’affetto, a me di prendere 500 euro (o quel che saranno) tra 40 anni (se ci arrivo) me ne frega meno di zero. Meno di meno di zero. Della mia credibilità, invece, mi interessa parecchio. Perché oggi ho 29 anni e una faccia che mi devo portare in giro finché sarò qui, sulla quale non ammetto ci sia scritto “si è incatenata alla sedia per prendersi al vitalizio”». Si è poi fatto sentire Dario Ginefra: »Comunque la si pensi sul futuro della XVII Legislatura mi auguro che i Presidenti di Camera e Senato intervengano per difendere i Parlamentari da ogni lettura strumentalizzante su quelli che si continuano a definire, impropriamente, vitalizi. La ‘vita’ o la ‘morte’ di una legislatura non può dipendere dal linciaggio morale in corso in queste ore sulle motivazioni che spingerebbero i parlamentari a proseguire, nel pieno rispetto del mandato parlamentare, il loro lavoro». Anche Donatella Ferranti e Walter Verini, presidente della commissione Giustizia della Camera e capogruppo del Pd in commissione hanno detto la loro: «Nel novembre scorso – ricordano i due democratici – in un intervento sull’Unità ci appellammo perché fosse approvata subito la riforma del processo penale, noi pensiamo che quell’appello sia ancora valido. Ci sono riforme, nel campo della giustizia e non solo, che vanno ultimate. Noi vorremmo – è l’invito di Ferranti e Verini al segretario del Pd Renzi – che il confronto avvenisse su questo terreno e non si desse spazio a polemiche che suonano come delegittimazione di un Parlamento che in questa legislatura ha lavorato con passione e impegno. A Matteo Renzi, con cui in questi anni nella veste di presidente del consiglio abbiamo lavorato alacremente, chiediamo dunque di essere al fianco del Parlamento in questa ultima fase. In poco tempo sarà così possibile varare una buona legge elettorale e completare il processo riformatore in atto».

All’improvviso, il genio!

Ma la migliore dichiarazione sul tema è quella di Ettore Rosato, capogruppo PD, il quale, avendo notato che il segretario ha toccato il fondo non trova di meglio che mettersi a scavare: “Sulla questione dei vitalizi Matteo Renzi non si riferiva certo ai deputati del Pd che sono in Parlamento nell’interesse del Paese e lo dimostrano ogni giorno con il loro lavoro, ma magari a qualche deputato di M5S che passa tutta la sua giornata ad attaccare sui vitalizi che non ci sono più”, dice. Insomma, Renzi ce l’aveva con il nemico, è per questo che ha colpito tutti indistintamente con una bufala. Chi è La Volpe del Deserto Rommel al confronto del Genio di Rignano? Nessuno, appunto. E poi c’è l’ultima giapponese Alessia Morani: «Diciamolo chiaro e tondo: non esiste alcun lavoro che duri pochi giorni mesi o anni e che consente di percepire qualche migliaio di euro in aggiunta alla normale pensione. È una disparità che il PD per primo ha denunciato con una proposta di legge di Richetti (vi sono anche le proposte dei Deputati Sanna e Giacobbe) depositata da quasi due anni, di cui sono firmataria: si tratta di una norma che punta a equiparare il sistema previdenziale dei parlamentari e consiglieri regionali con quello in vigore per i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni”. “Se non si vuole procedere con una legge, può farlo l’ufficio di Presidenza della Camera. Non è populismo. Non è demagogia. Si chiama giustizia sociale», ha detto la deputata dimenticando anche lei che il sistema è cambiato nel 2012 e non esiste nessuna regola attualmente che faccia percepire migliaia di euro per pochi mesi di legislatura. Senza contare che la proposta di legge Richetti, così come quella di Sanna e Giacobbe, potrebbe essere rapidissimamente approvata se il PD lo volesse. E poi se bisogna cambiare le regole per i vitalizi è assolutamente necessario che la legislatura continui perché deve lavorare, tra le altre cose, anche a questo: proprio quello che non vorrebbe Renzi…
renata polverini
Ma a parte tutto ciò, la palma della dichiarazione migliore va – a sorpresa!” – a Renata Polverini (PDL):  “Renzi vuole andare alle elezioni perché ha bisogno di uno stipendio, quindi cerca di candidarsi prima possibile alla Camera o al Senato“. In effetti non fa una grinza. O meglio: a brigante, brigante e mezzo…

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