Economia

Virginia Raggi, Zingaretti e la storia dell'Agenzia Europea del Farmaco EMA

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Virginia Raggi è favorevole all’EMA a Roma. Contrariamente a quanto trapelato domenica, la sindaca di Roma fa sapere in una nota stampa di ritenere positivo il trasferimento nella Capitale dell’Agenzia Europea del Farmaco, sollecitatole dal governatore regionale Nicola Zingaretti. E chiude così una polemica mentre si apre un fronte interno tra alleati di governo.

Virginia Raggi e la storia dell’Agenzia Europea del Farmaco EMA

La storia è questa. Domenica il Messaggero pubblica un articolo in cui racconta che Zingaretti partirà il giorno successivo per Londra allo scopo di perorare la causa di Roma come sede dell’Agenzia Europea del Farmaco EMA, visto che da Londra se ne dovrà andare a causa della Brexit. Nell’articolo si racconta che il governatore ha cercato “in questi giorni” la sindaca Raggi per «poter esercitare un’azione congiunta» su questo dossier. Ma la Raggi non ha risposto. A quel punto la Regione ha spedito una lettera al Campidoglio per mettere nero su bianco la richiesta di impegno, evidentemente con una certa irritazione per le mancate risposte della Raggi. «Nella nostra regione il comparto del farmaceutico e delle scienze della vita è tra i principali settori produttivi e di sviluppo», era scritto nella lettera. Uno dei poli industriali più importanti si trova a Pomezia (Comune M5S), in generale il comparto laziale ha «oltre 22mila addetti, 300 imprese, otto miliardi di export, che rappresenta oltre il 38% del sistema Italia», raccontava Zingaretti alla Raggi. Sottolineandole «l’opportunità di investimento» che potrebbe arrivare, anche pensando a contesto internazionale, dalla candidatura «di Roma per ospitare l’Agenzia europea del farmaco Ema». L’Agenzia in questione ha 700 dipendenti, centinaia di migliaia di contatti con tutte le case farmaceutiche del mondo, solo di traffico aereo varrebbe 60mila voli all’anno. L’ Authority è diretta dall’italiano Guido Rasi, che oggi avrebbe incontrato il presidente della Regione.

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L’articolo del Messaggero sulla Raggi e l’EMA (10 luglio 2016)

Insomma, un tipico esempio di pressione istituzionale per l’ottenimento di un beneficio economico. Zingaretti ha sollecitato la Raggi, raccontava il quotidiano, però la Raggi non ha risposto in positivo: “«Non è una priorità per i romani», è la reazione ufficiosa a questa proposta”.

La correzione di rotta di Virginia Raggi

Nel frattempo sulla sede dell’EMA si scatena oggi una guerra tra alleati. La romana di NCD Beatrice Lorenzin, ministra della Sanità, fa infatti sapere che è favorevole a vedere a Milano l’Agenzia Europea del Farmaco, piuttosto che a Roma. Per la Lorenzin “la Lombardia è stata e continua ad essere una delle regioni più evolute dal punto di vista sanitario”, questo “non solo per l’efficienza sanitaria ma per quella industriale” con cui questa regione “ha saputo affiancare agli ospedali e ai centri di cura grandi centri di ricerca a livello scientifico”. L’alleata al governo con il democratico Zingaretti preferisce il democratico Sala (e Maroni come governatore al posto di Zingaretti). Una scelta che è logicamente spiegabile dal punto di vista politico. Ma che azzoppa la candidatura di Roma. Poi, nella serata di oggi, arriva la nota della Raggi. Che glissa sui tentativi di contatti informali andati a vuoto di cui parlava Zingaretti, dice che la lettera è arrivata oggi – proprio mentre la sindaca era a Tor Bella Monaca e a parlare di #romapulita – ma risponde dicendo chiaramente sì all’ipotesi di portare l’Agenzia Europea del Farmaco EMA a Roma: “La lettera a firma del Presidente Zingaretti, di cui hanno parlato i media in questi giorni, e’ pervenuta oggi al sindaco, che in queste ore e’ ovviamente impegnata nella gestione di questioni prioritarie in citta’ e che dunque, la stessa sindaca, ha ritenuto tali, come l’emergenza rifiuti, il caso di via Cupa, il salario accessorio, gli asli in concessione e le educatrici precarie, fanno sapere dall’entourage della Raggi in merito alla lettera di Zingaretti. “Nella fattispecie, per quanto riguarda il trasferimento dell’Ema a Roma non si tratta di accogliere favorevolmente o meno una tale iniziativa o, peggio ancora, di aprire battaglie geo-politiche tra due città come Roma e Milano, ma basta avere il buon senso di pensare che a Roma è presente l’Aifa, nonché l’Istituto superiore di sanità, il che di per sé già questi due aspetti costituiscono due validi motivi per comprendere, in termini sinergici, i vantaggi che proprio un trasferimento dell’Ema nella Capitale produrrebbe. Soprattutto, e questo e’ il principio che piu’ ci interessa, nel riflesso positivo che avrebbe sulla sanita’ pubblica”. Smentendo, ma questo è un dettaglio, quanto dichiarato dallo staff al Messaggero il giorno prima.