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«Virginia Raggi? La Trump italiana»

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Donald Trump ha scelto di nominare Stephen Bannon chief strategist e consigliere anziano della sua Presidenza. Una decisione che in America ha suscitato parecchio scalpore perché non solo Bannon è l’uomo che ha contribuito in questi mesi a distruggere politicamente (e non solo) l’immagine di Hillary Clinton ma anche perché prima di lei aveva attaccato con la stessa virulenza altri membri del Partito Repubblicano (come ad esempio Jeb Bush). C’è inoltre il fatto che Bannon, sessantadue anni e un passato come manager di Goldman Sachs (tu guarda) e consigliere di Sarah Palin è anche il direttore di Breitbart News, il sito di ultradestra che ha raccolto l’eredità di Drudge Report e che è appena un gradino sopra i nostrani Vox News o Imola Oggi.

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“La cosa più oltraggiosa che Bannon ha fatto è stata conquistare la Casa Bianca”

Quello che Breitbart ha capito di Virginia Raggi

In buona sostanza Breitbart e Bannon rappresentano tutto ciò che l’America Liberal (ma anche buona parte del partito di Trump) odia, e l’odio è fortemente ricambiato dal momento che i pezzi di Breitbart sono decisamente duri e anche un po’ strafottenti nei confronti di un certo modo di fare politica e un certo modo di immaginare e rappresentare gli Stati Uniti. Se c’è uno che parla “alla pancia” dell’elettorato statunitense – come si è sentito ripetere in questi mesi per spiegare il successo di Trump – quello è Steve Bannon. Breibart non si occupa solo di cose americane, anzi, riferisce tutte quelle notizie che riguardano le vittorie dei populisti in Europa (ad esempio l’amico inglese Nigel Farage e il suo UKIP), un’operazione simpatia per far capire che Trump e i populisti americani sono meno isolati sullo scenario politico internazionale di quanto potrebbero fare immaginare le dichiarazioni di Trump sul ruolo degli USA sullo scenario mondiale. Succede quindi che il sito abbia dedicato numerosi articoli di approfondimento al successo del MoVimento 5 Stelle alle ultime amministrative, soprattutto a Roma ma anche a Torino. La sindaca di Roma Virginia Raggi, è diventata quindi una delle eroine di Breitbart, descritta come colei che ha sconfitto l’establishment mettendo da parte una carriera di avvocato per risanare la Città Eterna. Il Messaggero ha contato tutte le volte che la Raggi viene nominata su Breitbart, e sono trecentoquarantasei (tante? poche? in fondo la Raggi non ha concesso nessuna intervista al sito) segno di un chiaro interesse per la figura della sindaca della Capitale che in un articolo viene addirittura definita, oltre che “elegant brunette“, “the Trump of Rome”: la Trump di Roma.

Definizione questa che non è farina del sacco di Breitbart ma è presa in prestito da Bill Still, un altro commentatore (che sostiene addirittura di essere stato contattato in passato dal M5S per una conferenza di economia) che ha definito la Raggi la Trump italiana che al grido di “onestà, onestà, onestà” ha condotto una campagna politica contro l’establishment politico italiano. La Raggi viene presentata come una delle nuove leader di un partito euroscettico che lotta contro l’invasione dei migranti dal sud del Mediterraneo. Per rendere più simpatica la Raggi ai lettori di Breitbart in un altro articolo viene ricordato come l’unico gruppo che si è opposto all’elezione della Raggi è stata la comunità LGBT romana. Come a dire, non solo il MoVimento 5 Stelle lotta per ottenere maggiore sovranità ma sono anche “nostri simili” su altri temi (ad esempio hanno simpatie per Putin). Il fatto che questo non sia del tutto vero è irrilevante, perché ormai questa è la rappresentazione che Breitbart ha scelto di dare del partito di Grillo.