Opinioni

Il bando revocato da Virginia Raggi

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Ieri abbiamo raccontato del curioso bando pubblicato da Virginia Raggi con  l’invito alla presentazione di candidature in qualità di componente dell’organo amministrativo della società partecipata Capitale Lavoro SpA. Capitale Lavoro è una società che fino ad oggi è retta da un Amministratore Unico (che è Claudio Panella). La società, che conta più di 300 dipendenti, è una partecipata al 100% dalla Città Metropolitana di Roma.
Dall’avviso si evinceva che l’Amministrazione pentastellata stava cercando i componenti per un eventuale consiglio di amministrazione, aumentando così i costi di gestione dell’ente e soprattutto il numero delle poltrone. Nell’avviso si leggeva che il candidato doveva “avere i requisiti per la nomina a Consigliere del Consiglio Metropolitano”. Ovvero deve essere un consigliere eletto in uno dei comuni che fanno parte della città Metropolitana. In quanto ente di secondo livello infatti i consiglieri delle città metropolitane – così come le province – vengono eletti tra i consiglieri comunali. Ebbene, il bando è stato revocato stamattina:
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Ne dà comunicazione Virginia Raggi, Sindaca della Città Metropolitana di Roma Capitale che annuncia che l’avviso pubblico avente oggetto “Invito per la presentazione di candidature in qualità di componente dell’Organo amministrativo della Società partecipata Capitale Lavoro” è stato revocato. In nome della trasparenza quannocepare non è stata data una spiegazione della revoca. La Sindaca però annuncia che verrà pubblicato un nuovo avviso nel quale “verranno rese note le modalità e i tempi per la presentazione delle manifestazioni di interesse a ricoprire l’incarico di componente del Consiglio di Amministrazione di Capitale Lavoro“. Dalla revoca possiamo quindi dedurre che la volontà dell’Amministrazione a 5 Stelle di aumentare il numero delle poltrone  rimane. Infatti la Raggi scrive che l’Amministratore Unico verrà sostituito da un CdA confermando in parte i dubbi di chi ieri diceva che il M5S è un poltronificio come i vecchi partiti.

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