Economia

Virginia Raggi e i furbetti dell'affitto scoperti da Marino

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«Guadagnare 700mila euro l’anno e pagare d’affitto per una casa di proprietà del Comune, a due passi dal Colosseo, solo 174 euro al mese. È una delle ultime scoperte che abbiamo fatto. Storie che non devono essere più raccontate perché vogliamo finalmente mettere fine alla #scroccopoli a Roma»: così scriveva ieri Virginia Raggi giustamente indignata per segnalare i furbetti dell’affitto che vivono in appartamenti del Campidoglio a poco prezzo. Peccato che questa non sia “una delle ultime scoperte” della Giunta Raggi, ma frutto di un censimento che da anni è in Comune. Lo racconta oggi Repubblica Roma in un articolo di Luca Monaco:

Peccato che il censimento dal quale emerge il caso al quale si riferisce la prima cittadina era stato avviato due anni fa dalla ex Giunta Marino: l’ex assessora alle politiche sociali, Francesca Danese, aveva approntato una task force dei vigili per il ripristino della legalità.
Il pallino passò poi nelle mani dell’ex commissario straordinario, Francesco Paolo Tronca, che diede impulso al riordino della gestione del patrimonio, affidando il dossier nella mani di Carla Raineri, allora a capo della segreteria tecnica composta da un pool di avvocati e di esperti militari provenienti da tutte le forze armate.

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Arrivarono i primi sgomberi e le denunce in procura. Finché, con l’avvicendamento ai vertici del Campidoglio e il successivo addio di Raineri, l’operazione si è arenata.

Adesso queste stesse liste risultano utili all’amministrazione per denunciare una serie di storture in realtà note da tempo. Paradossi come la vicenda del locatario in via Sapi 15, con un reddito che sfiora i 78mila euro l’anno e che paga appena 272 euro di affitto al mese.
Dal 2011 ha accumulato un debito di 6539 euro. Il secondo paperone nella speciale graduatoria organizzata in funzione dello stato patrimoniale degli inquilini: solo gli ultimi 58 risultano senza reddito.